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martedì 18 dicembre 2012

Crestomazia ILVA: opinioni a confronto, da Altamarea a Michele Scandroglio. Passando per Clini

Il bel volto sincero dell'onorevole Scandroglio

Da quali pulpiti vengono le prediche... 

Clini, ancora lui, nel video finale... 



A seguire i testi comparsi nelle ultime ore riguardo al prossimo passaggio alla Camera del "decreto pro ILVA". Tutti interessanti. La nuova idea-decreto del ministro Clini, ad esempio. Oppure la velina governativa pubblicata dalla Gazzetta del mezzogiorno, la notizia ANSA del SIT IT  pro decreto, assai disinteressato, realizzato a quanto pare questa mattina dalle ditte che lavorano nella movimentazione dell'acciaio.
Interessante anche il comunicato di Altamarea, pubblicato dal Fatto quotidiano, giornale assai forcaiolo ma in questo momento utilissimo alla causa, che riprende essenzialmente l'analisi da noi pubblicata nell'immediatezza della promulgazione del decreto e del suo emendamento, a quanto pare inglobato nel testo legislativo. Che presenterebbe ulteriori aspetti e norme, tutti dedicati alla situazione tarantina.
Infine, l'apodittico intervento dell'onorevole Scandroglio, del PDL, che proclama il suo diktat da Primapaginanews:  

 ''Il decreto legge sull'Ilva va approvato con la massima celerità, per garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Taranto e degli altri stabilimenti, tra cui quello di Genova”. Lo dichiara in una nota Michele Scandroglio, deputato Pdl, membro della commissione Lavoro della Camera.

domenica 16 dicembre 2012

Grande manifestazione di piazza a Taranto: immagini e videoriprese

Testa del corteo in via D'Aquino

Tanta gente, molti cori... e le forze dell'ordine non sono più così convinte dell'ordine che rappresentano...

 

Il numero delle presenze, come sempre, è controverso. 
Davvero difficile dirlo con esattezza, considerata la lunghezza del corteo, che si è snodato per chilometri. Nonchè la durata della manifestazione. 
Le stime più attendibili parlano oggi più di diecimila, forse quindicimila.
La metà di quel che pareva fosse ieri. I telegiornali sembrano aver improvvisamente dimenticato la città, mentre ben se ne ricorderanno, scommetto, quando il favoloso decreto con tanto di emendamento verrà approvato alla camera. La settimana prossima.
delegazione genovese

Ad ogni modo una massa notevolissima di persone, tantissimi giovani ma infine di tutte le età, riunita dal desiderio di mostrare che la città questa volta non vuole tornare a dormire. 
Per poi svegliarsi ogni volta sempre peggio.


Significativo il discorso del No TAV - Val di Susa, genovese. Che ha parlato apertamente di una crisi generale del siderurgico italiano. Lui, operaio di Beltrame Marghera, sa molto bene, a differenza dei tarantini, che oltre all'ambiente c'è un settore che non va più. Perchè fuori mercato. 
E per questo propone giustamente Taranto come sede prossima futura di convegni e raduni del mondo acciaiero nazionale.

venerdì 7 dicembre 2012

Lettera aperta ai tarantini: Corporeus Corpora riceve e pubblica

La straordinaria Genova, Zena per gli amici...

UNA GENOVESE SCRIVE AI TARANTINI...


Non sono mai stata a Taranto, ma sono nata 40 anni fa a Cornigliano (Genova) e lì ho vissuto per oltre 20 anni, davanti alla mostruosa acciaieria, che ha distrutto per sempre un quartiere che all’inizio del secolo scorso era tra le più rinomate località balneari della Liguria.Ero solo una bambina o un’adolescente poco consapevole, ma ricordo bene le lotte delle donne di Cornigliano per porre un limite al mostro che si mangiava le nostre vite.
Ricordo i tanti giorni in cui si respirava una puzza acre e si dovevano tenere chiuse le finestre, ricordo la polvere nera, grigia, rossastra, che si posava ovunque, sulle persiane, sui vetri, sul bucato e i sui nostri polmoni.Per protesta si appendevano le lenzuola bianche alle finestre e in breve tempo diventavano grigie di veleno.Allora non c’era internet e se il benzene aveva sforato i limiti di decine di volte, si veniva a saperlo (mica sempre) dopo mesi e mesi che l’avevamo già respirato… Ricordo i botti delle esplosioni, e le nuvole di fumi che si levavano immense, illuminate dalla luce arancione industriale; mio padre mi spiegava che i fumi peggiori però erano quelli che non si vedevano, che uscivano di notte.Mio padre per un periodo aveva lavorato a quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva): per sua fortuna lavorava negli uffici, ma qualche volta era entrato nella zona di lavorazione e raccontava che sembrava di essere arrivati all’inferno.
Mio padre ogni estate cercava di portarci via per respirare un po’ di aria sana almeno qualche mese all’anno.Andavamo in affitto in un modesto appartamento in campagna in Piemonte e quando arrivava settembre e dovevamo tornare a casa io e mia sorella piangevamo.
Mio padre è già stato operato per due tumori, magari il benzene non c’entra, ma chi lo saprà mai?

mercoledì 1 agosto 2012

Black bloc a Taranto? Finalmente un pò d'aria vecchia...


...i black bloc: a Taranto no pasaran!
Giorni fa titolavo "Speciale: dalla vandea dello statalismo industriale dirigista...". Che pacchia per i reduci anni '60 e '70: incontro tra disoccupazione manuale, intellettuale, i partiti in serie difficoltà a gestire le clientele, la crisi internazionale, un attentato misterioso (molto più di quanto si pensi) a Brindisi , FIOM, Digos, ministri... Bene, in questa vandea che sventola di fronte ai nostri occhi i fantasmi del passato, l'industria pesante ex IRI, le tute blu, la FIOM, le marce, i sit - in, le veglie di preghiera... potevano mancare forse i black bloc?

L'ing. De Marzo li sfida

Certo, non vantano un passato così glorioso come Autonomia Operaia ed altre sigle d'antan.. però ci sono i fasti di Genova, alcune spedizioni NO-TAV, amicizie con l'anarchia greca attualmente in grande spolvero, come del resto i movimenti antagonisti spagnoli e la vecchia rete giovanile dell'internazionalismo socialista.
E' un pò che non li vediamo più, francamente ci mancavano assai. 
Forse i tarantini avranno addirittura la fortuna di incontrarli di persona. 
Almeno è ciò che paventa l'ingegner De Marzo, ex dirigente ILVA, da anni passato al fronte più ambientalista e presidente di Alta Marea. Ecco qui una sua missiva al prefetto di Taranto ed ai media locali:
Al sig. Prefetto di Taranto e per conoscenza alle redazioni di stampa e TV.
  
Abbiamo raccolto voci circa la sussistenza di seri rischi di "contaminazione" durante le prossime manifestazioni a Taranto ed in particolare sulla presenza di black block che potrebbero mettere a ferro e fuoco la città già parecchio preoccupata per quanto sta accadendo.
Chiediamo di voler verificare l'attendibilità di tali voci e di valutare l'opportunità di emanare opportune misure in via preventiva vietando l'ingresso in città di "estranei", sotto qualunque veste
31 luglio 2012 - Biagio De Marzo (Presidente di Altamarea), in particolare nei giorni dal 1 al 3 agosto p.v.

Chi vincerà?