Le campane a morte suonano a stormo.
Ecco quella de "Il sole 24 ore":
L'Autorizzazione integrata ambientale dell'Ilva è legge. Ieri sera il Senato ha approvato il decreto del Governo con 217 sì. Dieci i voti contrari e 18 le astensioni. Col via libera del Senato si chiude un capitolo ma non l'intera vicenda Ilva. Soprattutto la partita giudiziaria, che ha tenuto banco in questi ultimi cinque mesi dal sequestro dell'area a caldo, non si è conclusa. La Procura di Taranto solleverà infatti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione e aspettava proprio l'ok definitivo al decreto per compiere questa mossa.
L'Aia dell'Ilva, che il ministero dell'Ambiente ha rilasciato lo scorso 26 ottobre, è parte integrante della legge che, partita dal siderurgico di Taranto, si è poi estesa a tutti gli stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale con occupazione superiore ai 200 addetti con l'obiettivo di rendere compatibili la produzione con la tutela della salute e dell'ambiente. L'altro ieri il decreto aveva ricevuto l'ok della Camera, dove il giorno prima il Governo aveva posto e ottenuto la fiducia. Nell'immediato la legge consente all'Ilva di andare avanti con l'applicazione delle prescrizioni dell'Aia e di vendere i semilavorati e i prodotti finiti che il 26 novembre la Magistratura ha sequestrato.
Nell'attesa di valutare in dettaglio i profili di possibile censura del decreto, anche alla luce di quel che due parlamentari hanno affermato durante il dibattito alla camera di due giorni fa, vi proponiamo un altro celebre spezzone tratto da "Il Marchese del Grillo".
