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mercoledì 16 gennaio 2013

Aggiornamenti ILVA: conflitti costituzionali, scioperi, perdita delle commesse

"C'è da star svegli ..."


Diciamo no al feticismo giuridico...
La vicenda ILVA è ormai strangolata all'interno di una dinamica processuale estremamente complessa.

Seguirne ogni passo, da tempo giunti come siamo alle conclusioni che potete rintracciare negli infiniti post su Corporeus corpora, secondo noi afferisce più ad una forma di feticismo giuridico che al dovere/diritto di cronaca.

Basti sapere che anche il tribunale d'appello ha oggi ribadito la necessità di richiedere parere alla Corte Costituzionale. Che si vedrà pertanto investita del compito di vagliare le censure in termini di conflitto di attribuzione per eccesso di potere e di specifica incostituzionalità del testo normativo in questione. Dal Sole24ore:

venerdì 21 dicembre 2012

ILVA, il decreto è legge: è morta la giustizia... parola del Marchese del Grillo

Le campane a morte suonano a stormo. 

Ecco quella de "Il sole 24 ore":


L'Autorizzazione integrata ambientale dell'Ilva è legge. Ieri sera il Senato ha approvato il decreto del Governo con 217 sì. Dieci i voti contrari e 18 le astensioni. Col via libera del Senato si chiude un capitolo ma non l'intera vicenda Ilva. Soprattutto la partita giudiziaria, che ha tenuto banco in questi ultimi cinque mesi dal sequestro dell'area a caldo, non si è conclusa. La Procura di Taranto solleverà infatti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione e aspettava proprio l'ok definitivo al decreto per compiere questa mossa.
L'Aia dell'Ilva, che il ministero dell'Ambiente ha rilasciato lo scorso 26 ottobre, è parte integrante della legge che, partita dal siderurgico di Taranto, si è poi estesa a tutti gli stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale con occupazione superiore ai 200 addetti con l'obiettivo di rendere compatibili la produzione con la tutela della salute e dell'ambiente. L'altro ieri il decreto aveva ricevuto l'ok della Camera, dove il giorno prima il Governo aveva posto e ottenuto la fiducia. Nell'immediato la legge consente all'Ilva di andare avanti con l'applicazione delle prescrizioni dell'Aia e di vendere i semilavorati e i prodotti finiti che il 26 novembre la Magistratura ha sequestrato.
Nell'attesa di valutare in dettaglio i profili di possibile censura del decreto, anche alla luce di quel che due parlamentari hanno affermato durante il dibattito alla camera di due giorni fa, vi proponiamo un altro celebre spezzone tratto da "Il Marchese del Grillo".

mercoledì 19 dicembre 2012

Ultimora ILVA: Camera, 420 si, 21 no, decreto approvato con la fiducia

Le ragioni del no e dei prossimi guai di questa legge nata male, due interventi chiave - aggiornato, pubblicati in coda Zamparutti (radicali) e Mantovano (PDL)

Il famigerato decreto viene convertito in legge con i numeri che leggete, più 49 astenuti. Dopo un lungo dibattito sui cui gravava già la ragion di Stato espressa da tutte le forze politiche, tranne Radicali ed IDV. 

E con l'eccezione di qualche singolo parlamentare.

La fiducia, chiesta da un governo non eletto su di un tema così sensibile, ha poi messo fine ad ogni discorso ulteriore. Si attende ora il passaggio al Senato.

Ma questo atto irresponsabile, spacciato per il suo opposto, reca già in se i germi che ne mineranno prestissimo fondamenta e conclusioni.

lunedì 3 dicembre 2012

Telese ci gratifica, Clini ci ammorba, Bindi ci vieta. Stormy monday...

Taranto, Dies irae dies ILVA: I cavalieri dell'apocalisse in soccorso del siderurgico, 

Il 29 mattina titolavamo così... ma anche "Pubblico", il quotidiano di Luca Telese. Con curiosa coincidenza. Ci fa piacere comunque che si inizi ad usare una terminologia adatta alla dimensione tragica della vicenda. 

 

Nel frattempo il ministro Clini si produceva in interventi di grande pochezza, come sempre sottaciuta, presso reti televisive

Nonchè, in combutta con Mario Monti e tanta politica italiana, nel famoso decreto, forse oggi controfirmato.

Di ciò tratteremo in apposito post, ma sin d'ora tutto si manifesta con le caratteristiche dell'ennesimo aborto di un potere logoro, pavido, ipocrita e con gravi problemi di sovranità. 
Poichè le norme ordinarie di competenza non sono state intaccate, esso non interrompe nemmeno il corso delle indagini, nè necessariamente i provvedimenti ad esse relativi. Aprendo prospettive di impugnazioni per anticostituzionalità destinate a scuotere alle fondamenta il nostro già deprivato sistema normativo. Quanto tempo sprecato...

Nel frattempo anche il romanzo di un giovane povero viene a conclusione: Matteo Renzi, mr. comunicazione politica moderna di sinistra, cade sotto i colpi del vetusto apparato DC-PC, ben rappresentato dal perfido ghigno del ferace D'Alema, mr. servizi segreti.

Una vittoria del Renzi non avrebbe di per sè mutato granchè nella sostanza, ma nella forma si. Sdoganando una generazione su cui, a mio parere e per molte ragioni, grava una fatwa inflessibile delle gerarchie cattoliche che ne impedisce il peraltro timido tentativo di accesso politico. Poichè gli ultimi 20, 30 anni hanno visto il tradizionale controllo culturale e sociale della Chiesa in grande difficoltà.

La vera notizia è che ieri Rosy Bindi, estasiata dall'aver respinto il nemico almeno oltre il Piave, confessa apertamente su La7 (a seguire lo spezzone video) quanto poco affidabili, dal punto di vista clericale e cattolico, paiono i trentenni, persino della sua stessa area.