"La procura aveva dato cinque giorni di tempo per avviare lo spegnimento degli altiforni per evitare l'ulteriore emissione di sostanze inquinanti [...] ma inizialmente l'azienda aveva annunciato che avrebbe chiuso l'Afo 5 solo nel 2015, per poi fare dietro front e confermare che si sarebbe adeguata all'ordinanza dei magistrati. Oggi scadeva l'ultimatum della procura."
Così scrive ieri Reuters.
Avevamo quindi fatto previsioni corrette, nel post di tre giorni fa, in cui si ciurla nel manico:
Non vi è alcuna possibilità, nè per via di diritto nè per via tecnica di allungare al 2015 lo spegnimento dell'altiforno chiave, quello numero 5. Come invece sosteneva la proprietà.
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| All'infedele di Lerner il PM Carbone su ILVA |
Esso norma per il futuro e prescrive un insieme di accorgimenti che ILVA non utilizza, al momento. La sola AIA del 2011 ne prevedeva più di 400 come obbligatori. E questo nelle stesse parole della Prestigiacomo, allora al governo.
E altrettanti ne resterebbero da realizzare oggi, in teoria ancora più restrittivi.
E altrettanti ne resterebbero da realizzare oggi, in teoria ancora più restrittivi.
Qualora dovesse soddisfarvi, o avviarsi a soddisfarli secondo i piani decisi, sarà autorizzata.
Ma nessun cronoprogramma ministeriale potrà sostituirsi ai provvedimenti cautelari della magistratura ionica che, in accordo tra Riesame, GIP, Procura, custodi e periti (come da noi efficamente dimostrato), hanno decretato la necessità di uno stop immediato e completo alle emissioni, poichè fonte di malattia e morte. Non solo di inquinamento. Lo ascolteremo, ufficiosamente ma pubblicamente, dalla stessa procura nel prosieguo del testo.
