Per le strade di Taranto ormai compaiono apertamente dati ed opinioni palesemente avverse alla grande industria: per decenni tutto ciò è stato più che taboo.
Nemmeno una settimana fa in pieno centro erano affissi i cartelloni che vedete. Vi suggeriamo di cliccare per ingrandire. Non vi deluderanno, ahinoi.
Le informazioni didascalizzate sono tratte dagli studi SIN-SENTIERI, più volte citati sul nostro sito.
Al di là di quel che si potrà dire c'è da tener conto che:
- le cifre provengono in sostanza dallo stesso ministero della sanità, il cui ministro è singolarmente silente relativamente all' ILVA.
- nessuno ha denunciato le associazioni presenti (donne per Taranto, Peacelink, etc.) per procurato allarme o dichiarazioni mendaci.
Non possiamo fare a meno di affiancarle alle dichiarazioni del ministro Clini e del dr. Ferrante.
Il primo, appena pochi giorni fa, rammentava come a Taranto non vi fosse nulla di particolarmente pericoloso o fuori dalla media, con le parole seguenti rivolte ad un giornalista:
"Non sa di che cosa parla […] I dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Osservatorio Epidemiologico della Puglia dimostrano che questo eccesso di mortalità di cui si parla a Taranto non ha riscontro. C'è un eccesso di mortalità a Lecce superiore di quello che c'è a Taranto".
Sebbene egli stesso, nemmeno due mesi fa, concedeva in tutta onestà che Taranto non faceva al caso suo e nemmeno a quello dei suoi nipoti: