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lunedì 29 ottobre 2012

ILVA, quale funzionamento e quali criticità: a voi il siderurgico tarantino

il ciclo integrale dell'acciaio

La spiegazione completa, slide, dopo slide, del funzionamento e delle criticità determinate dalla più grande acciaieria d'Europa, nell'opera divulgativa di due tecnici di alto spessore, provenienti da ARPA e Legambiente: il dottor Giua e la dottoressa Spartera.

Un "documentario" che Corporeus Corpora mette a disposizione della rete, perchè si possa meglio comprendere "Di cosa parliamo quando parliamo di ILVA".

Comprensione resa ogni giorno più necessaria dal precipitare degli eventi e delle scelte che, a breve, faranno di Taranto un rischiosissimo laboratorio sociale, economico, tecnologico: forse, oseremmo dire, la cartina di tornasole per eccellenza delle residue potenzialità di reazione e sviluppo del nostro paese.

domenica 21 ottobre 2012

“O gestisce la camorra e smaltisce la camorra, o interviene lo stato e smaltisce lo stato, la differenza non c’è” - Legambiente Campania, 2010. Ma oggi?

CLICCA!  : Campania 2010 - violenza dalla Camorra, violenza dallo Stato

Due anni sono passati dalle dichiarazioni dolenti e forti di Raffaele Del Giudice, presidente di Legambiente Campania. 

Qualcosa è cambiato?


la mediocre piattaforma blogger non consente ad alcuni la visualizzazione del link CLICCA! Per chi avesse questo problema, qui per esteso:


Nel titolo ho scritto Stato con la S maiuscola, come si dovrebbe per rispetto istituzionale, diciamo. Rispetto anche nei confronti di me stesso, di voi che leggete... alla fine lo stato, da adesso e sino al termine di questo testo con la s minuscola, siamo noi.
E cosa siamo? Una popolazione imbelle che si lascia regalare il pesce dai potenti, invece che imparare a pescarlo. Una collettività che di fronte a due manganelli non ha il coraggio di sostituirsi a chi, evidentemente, della legalità e dell'ordine porta solo i segni distintivi. 
Ma non certo la mentalità e l'efficienza. Eppure, come il prefetto di poc'anzi, non accetta di vedere sminuito un prestigio sempre più fatto di titoli e di carta, sempre meno di contenuti e soluzioni.
Questo inferno burocratico repressivo, appunto, è l'altra metà del paese. L'altra faccia della quiescenza sono loro, i necrofori dello stato di diritto, della nazione ed alfine di sè medesimi.

Ricordate sempre che stato e mafia non differiscono concettualmente (e giuridicamente) per struttura, ma per scopi e per mezzi. Se scopi e mezzi all'atto pratico divengono identici, tutto si esaurisce in una serie di sinonimi che nessuno potrà mai più tacciare di qualunquismo.
Altre parole non intendo aggiungerne. Se non che dal 2010 al 2012 non sembra esser cambiato nulla.
Il presidente di Legambiente credo potrebbe ripetersi oggi, senza troppe remore.

Saranno sufficienti i due video che vi propongo, ambedue di Paolo Chiariello per SkyTG24, a chiarire il senso di quel che ho appena scritto e forse molti, almeno dentro loro stessi, sentono da tempo.
Per chi volesse approfondire c'è sempre Youtube, nonchè il sito La terra dei fuochi .
Quest'ultimo, sebbene possa esser segnalato dai browser come "pericoloso" per il proprio pc, non lo è affatto. Per esperienza diretta. 
Un altro mistero d'Italia.

mercoledì 3 ottobre 2012

Mentre il governo gioca alle tre carte e gli operai si feriscono, a Taranto la borghesia pare risvegliarsi...

In questi minuti giunge la notizia in città che un operaio dell’Ilva, Giuseppe Raho, di 34 anni, ha subito ustioni di primo grado in seguito allo scoppio delle scorie incandescenti di un contenitore denominato “paiola”, all’interno del reparto Grf (Gestione recupero ferro), uno di quelli sottoposti a sequestro dalla magistratura. Fatti ahimè consueti da tanto tempo a questa parte. Altri vi daranno meglio conto della cosa, noi abbiamo da raccontarvi altro, per una volta immaginando una qualche speranza reale di cambiamento. 

 

Nel consueto clima emergenziale che contraddistingue ogni barlume di cambiamento, in questo paese ammalato di status quo, il Senato vara oggi il famoso decreto ILVA, che con l'ILVA ha poco ha che vedere.

La Londra del grande Hogarth è più vicina di quanto si pensi
Le risorse sono concentrate sul porto, su alcune infrastrutture e la bonifica (ma io la chiamerei riqualificazione) delle zone più martoriate da 50 anni di produzione selvaggia, oggi veri e propri slums, quasi al livello delle scene predilette da Hogarth alla fine del 1700. 
Scrive ANSA che 
119 milioni vanno alle bonifiche, 187 milioni per interventi portuali, e 30 milioni per il rilancio industriale per investimenti produttivi caratterizzati da un elevato livello tecnologico
Certo ciò non è un male, poichè contribuisce a migliorare uno stato di cose insopportabile, andando in qualche modo incontro alle necessità di diversificazione economica di un territorio schiacciato e ricattato dalla monocultura dell'acciaio. Settore oggi in grave crisi, di cui già parlammo e vi daremo prossimamente ulteriori riprove. 
Ma non affronta minimamente la tematica sul campo, ovvero la pericolosità degli stabilimenti nel loro esercizio quotidiano. In più riutilizza fondi già stanziati nei mesi precedenti e poco ci rassicura la prossemica del ministro Passera, già da noi stigmatizzata, che parlò della cosa proprio qui in città, più di un mese fa.
L'infedele ai Tamburi, LA 7 (foto Corporeuscorpora)
La vicenda è in mano alla magistratura, che due giorni fa ha confermato la direzione presa, nella persona del dottor Carboni in diretta all'Infedele di Gad Lerner : ovvero l'interruzione preventiva della produzione in attesa delle bonifiche, qualora qualcuno volesse davvero porle in essere. Nonchè l'intenzione di mantenere salda la rotta anche in costanza di un AIA che disattendesse le necessità evidenziate da procura e GIP, poste a fondamento del sequestro operato e della difesa della vita umana, minacciata secondo le perizie dai fumi dell'acciaieria. Aggiungo che le dichiarazioni rese nella trasmissione dal dottore Ferrante, alcune delle quali sconfessate in diretta dagli stessi lavoratori ILVA (il caso degli alimentari regalati dall'azienda agli scioperanti), la dicono lunga sulla distanza fra le posizioni dell'azienda (nonchè del ministero dell'ambiente) e quelle di procura e larghissima parte della cittadinanza. Proprio quel momento è mostrato dalla foto qui postata, con Ferrante in video. Essa ci evidenzia pure l'assenza totale sul palco della politica regionale e provinciale. Solo uno sperduto e svillaneggiato Ippazio Stefano ha avuto quantomeno il coraggio di esserci (di profilo con i baffi, al centro della foto di bassa qualità).

Questo detto, c'è in positivo da registrare il risveglio da un sonno cinquantennale di quella parte di Taranto sempre più che sorda alle esigenze della comunità e di chi pativa maggiormente, poichè lavoratore o residente nei quartieri popolari (Tamburi, Croce, Paolo VI, Città Vecchia), le conseguenze dell'inquinamento e del potere contrattuale made in ILVA.