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lunedì 29 ottobre 2012

ILVA, quale funzionamento e quali criticità: a voi il siderurgico tarantino

il ciclo integrale dell'acciaio

La spiegazione completa, slide, dopo slide, del funzionamento e delle criticità determinate dalla più grande acciaieria d'Europa, nell'opera divulgativa di due tecnici di alto spessore, provenienti da ARPA e Legambiente: il dottor Giua e la dottoressa Spartera.

Un "documentario" che Corporeus Corpora mette a disposizione della rete, perchè si possa meglio comprendere "Di cosa parliamo quando parliamo di ILVA".

Comprensione resa ogni giorno più necessaria dal precipitare degli eventi e delle scelte che, a breve, faranno di Taranto un rischiosissimo laboratorio sociale, economico, tecnologico: forse, oseremmo dire, la cartina di tornasole per eccellenza delle residue potenzialità di reazione e sviluppo del nostro paese.

lunedì 20 agosto 2012

Ilva: certezza del diritto

Pannella e Bordin

Considerazioni a caldo sulle motivazioni del riesame.


In ossequio alla tradizione delle conversazioni fra Marco Pannella e Massimo Bordin, durante le quali spesso e volentieri i due litigano in diretta, quest'oggi anche io e il mio esimio e stimatissimo collega e coautore, l'abate di Theleme abbiamo avuto la nostra polemicuccia.

E sempre in ossequio a quella tradizione, in questo intervento continuo la polemica, bonaria.

Ma veniamo a noi.

Il passaggio chiave è in questo  commento di un nostro post precedente.

Scrive, l'abate:

la possibilità che l’impianto siderurgico possa funzionare ove siano attuate determinate misure tecniche che abbiano lo scopo di eliminare ogni situazione di pericolo per i lavoratori e per la cittadinanza”
Testuale. Ma se la minaccia incombe e va eliminata ogni situazione di pericolo per continuare legittimamente a fare acciaio, salvo immaginare la bacchetta magica, nel frattempo che si identifica il quando agire ed i tempi necessari e le misure idonee nel concreto... che si fa?
Non si produce. Se sarà possibile fermare la produzione senza spegnimento, immagino che se ne terrà conto. Eccome.
Ma che si vada avanti con le commesse mi pare impossibile.
O no?
"

Forse no.

Infatti, a pagina 118, per fare un esempio, si legge:

"... non è compito del tribunale stabilire se e come occorra intervenire nel ciclo produttivo (coi consequenziali costi di investimento) o, semplicemente, se occorra fermare gli impianti, trattandosi di decisione che dovrà necessariamente essere assunta sulla base delle risoluzioni tecniche dei custodi - amministratori, vagliate dall'A.G.: per questo lo spegnimento dell'impianto rappresenta, allo stato, solo una delle scelte tecniche possibili.

[...]

... in nessuna parte della perizia e, del resto, in nessuna parte del provvedimento del G.I.P. si legge che l'unica strada perseguibile al fine della cessazione delle missioni inquinanti [...] sia quella della chiusura dello stabilimento e della cessazione dell'attività produttiva.

[...]

sia stata individuata in concreto, dai periti nominati dall'autorità giudiziaria, la possibilità che l'impianto siderurgico possa funzionare ove siano attuate determinate misure tecniche..."

Qui il testo dice che la possibilità di ripresa è stata individuata dai periti e l'eventuale arresto degli impianti e pregiudizio della possibilità che riprendano a funzionare  dev'essere decisa da loro.

"Né va taciuto che la possibilità di una futura ripresa a fini produttivi della funzionalità degli impianti, per quanto emerso, potrebbe essere irrimediabilmete compromessa, ove, come disposto dal G.I.P., l'unica scelta operativa lasciata ai custodi fosse individuata nello spegnimento."

Quindi c'è qualcuno che deve "lasciare" ai custodi la scelta dell'arresto, oppure consentire loro altro.


giovedì 16 agosto 2012

tenzone con gli amici industrialisti

Visioni sulfuree (per alcuni) su Ilva di taranto


In questo post sosterremo cosa che abbiano già sostenuto in post precedenti. Solo con un linguaggio diverso, forse un attimo più compatto.


La siderurgia mondiale è duramente colpita dalla crisi. La domanda di acciaio è in calo, nel mondo intero. Provate a leggere qui , qui e qui

Nello specifico c'è un pericoloso eccesso di capacità produttiva (qui )

A fine luglio si è tenuta a Bruxelles una tavola rotonda sul tema della crisi della siderurgia presieduta dall'italiano Antonio Tajani (qui , qui , e qui )

Poi c'è l'arrivo dei paesi cosiddetti in via di sviluppo, come si evince da questa tabella che avevamo già pubblicato in un predente post magistrale edito dal mio esimio e stimatissimo collega e coautore abate di Thélème.


Questa tabella mostra come nel 2006 le esportazioni cinesi di acciaio siano aumentate del 60% in un solo anno.


venerdì 10 agosto 2012

Pubblicato il primo provvedimento: "Tarasleak" 2012

CLICCA QUI - Ecco il decreto di sequestro preventivo, 295 pagine ad opera del G.I.P. del tribunale di Taranto, dietro richiesta del procuratore capo Sebastio, che noi pubblichiamo integralmente. In esclusiva sul web. Ci attendiamo commenti ed opinioni, magari anche tecnici. 

Fa seguito al post precedente con il testo integrale del riesame. 

Ogni disponibilità ad allargare la pubblicazione alle pagine non inserite, laddove ve ne sia il motivo.

Qui invece la superperizia che accompagna il decreto, che ne riprende larghi estratti. Versione integrale, quasi 600 pagine.


In questi giorni abbiamo sentito voci secondo le quali l'intervento della magistratura sarebbe animato da ideologia antindustrialista. Anche voci che sentiamo amiche.


Noi riteniamo invece che vi siano questioni sostanziali, ma per cominciare ogni dibattito ci vuole il dato.

Le foto delle pagine dell'ordinanza che pubblichiamo non sono tutte, questo è un estratto: i lettori comprenderanno la fatica dello scattare centinaia di foto, raggrupparle per aree tematiche, infine uploadarle.

Ci riserviamo di allargare la pubblicazione con le pagine mancanti, magari in formato più conveniente, in base alla nostra disponibilità e capacità operativa.

Questo è il primo leak, con allegata opera di digital journalism, della storia di Corporeus Corpora.

lunedì 6 agosto 2012

La carità (pelosa?!) dell'Ilva: NO EASY WAY BACK

Monsignor Benigno Papa sul magazine Wemag

A Taranto l'acciaio non passa mai di moda tra i servi di Dio

A quanto pare la virtà cardinale della Fortezza, cara a San Tommaso D'Aquino, dalla Chiesa contemporanea viene presa in parola: forti, si... come l'acciaio.
Nei post precedenti ci siamo dilungati sulle patenti manifestazioni di interesse, solidarietà ed amicizia che il Vaticano ed i vescovi tarantini sin dall'origine hanno profuso, senza risparmio, sullo stabilimento industriale dell'Ex Italsider, oggi ILVA, del capoluogo ionico: la messa di Natale del 1968, la visita di Giovanni Paolo II del 1989, le dichiarazioni di Papa Benedetto XVI all'Angelus, la veglia promossa dall'attuale Presule, Mons. Santoro, che ha ottenuto il plauso ed il consenso dei sindacati.
Edizione Santa Croce - Nuova Italsider
Ma in mezzo c'è di più. Ad esempio vi fu l'interessamento importantissimo del vescovo dell'epoca per l'apertura dello stabilimento: Monsignor Motolese, un seguace del cardinal Siri che ha segnato la storia locale per un cinquantennio e senza interruzioni (dall'illuminante sito "Siderlandia" che, tra le altre cose, conferma quanto da noi sostenuto altrove, ovvero il ruolo preponderante del vescovato tarantino nella selezione del primo personale Italsider). Vicinanza di cui sono testimonianza, oltre a innovazioni quali il "cappellano di frabbrica" ed interi epistolari, realtà editoriali stile "Centro di cultura Santa Croce - Nuova Italsider"  (rarità in nostro possesso).

E veniamo all'attualità: oggi pare che ci sia dell'altro, sempre su questo percorso di "dirimpettismo istituzionale" (Pizzigallo) e di "ammansimento sindacale e politico del gregge dei fedeli-lavoratori" (Antonio Anteneh Mariano).

martedì 31 luglio 2012

La borsa o la vita

Molecola della diossina
E' una questione di vita o di morte. Come sempre (secondo l'insegnamento di Luigi De marchi che prima o poi approfondiremo).

Alcuni nostri interlocutori sono affezionati all'argomento dell'indisponibilità della vita.

Noi contestiamo che quella affezione sia maggioritaria. O che la si debba stabilire per legge.

In un candido articolo del Secolo XIX, si riferisce del disagio dei magistrati tarantini rispetto alle pressioni sfacciate a cui, in questi giorni, sono sottoposti.

lunedì 30 luglio 2012

Dal consiglio comunale di Taranto

Mi chiama lo stimato collega e coautore, l'abate di Theleme, per dirmi che il consiglio comunale di Taranto sta discutendo un documento unitario sulla vicenda Ilva.

venerdì 27 luglio 2012

Speciale: dalla vandea dello statalismo industriale dirigista, poi privatizzato

1964 - Clicca qui - didascalia - per il video

Il Sit in dei dipendenti Ilva a Taranto

 Nelle giornata di ieri migliaia di lavoratori dello stabilimento ILVA di Taranto, ex ITALSIDER - IRI, la cui storia un pò enfatizzata, emendata da molti retropensieri che pur vi furono e da alcune fondamentali considerazioni geopolitiche, potete trovare qui ben descritta, si sono rovesciati per le strade del capoluogo, bloccando il traffico sino ad ora, salvo poche interruzioni. Isolando in breve la città. Una parte cospicua di loro ha manifestato davanti alla prefettura, in un clima di sbalordimento, incertezza ed incredulità che spero le fotografie, di prima mano, sappiano testimoniare. 
In queste circostanze non posso omettere di ricordare un paio di eventi salienti, che legano indissolubilmente la vicenda del gigantesco stabilimento pugliese alla storia maggiore d'Italia: 
  • l'inaugurazione di Italsider, alla presenza di Moro e Colombo, che l'archivio Luce del Senato ci mostra gremita di Stato e parastato, in un trionfalistico videogiornale d'epoca.
  •  la Santa Messa nella notte di Natale dell'evocativo 1968, celebrata da Arcivescovo e Papa presso lo stabilimento industriale, allora di recente costituzione e benedizione.
Papa Paolo VI coll'Arc. Motolese, Notte di Natale 1968, Italsider - Taranto
Trascorsi 50 anni, le risultanze delle indagini della procura di Taranto su atti criminali e di corruttela, unite alle perizie mediche testimonianti un nesso eziologico indiscusso, sommate ai tanti studi nazionali sull'inquinamento locale (che toccherebbe falde acquifere e ciclo alimentare, oltrechè naturalmente l'aria), ci dicono come la miopia degli anni '60, eternata in quei documenti storici e finanche parzialmente contestualizzabile, oggi abbia invece fatto definitivamente il suo tempo.
E con essa l'infornata di dirigismo, sindacalizzazione in malafede, assistenzialismo di Stato, incultura della monocultura, baby pensioni, doppi lavori in nero, appalti pilotati.
Alla luce di quanto sopra detto e linkato, fa davvero inarcare le sopracciglia la tirata della Federacciai-Confindustria, non nuova a manifestazioni di assoluta ipocrisia sull'argomento,  sul sequestro degli impianti siderurgici di Taranto: