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lunedì 6 agosto 2012

La carità (pelosa?!) dell'Ilva: NO EASY WAY BACK

Monsignor Benigno Papa sul magazine Wemag

A Taranto l'acciaio non passa mai di moda tra i servi di Dio

A quanto pare la virtà cardinale della Fortezza, cara a San Tommaso D'Aquino, dalla Chiesa contemporanea viene presa in parola: forti, si... come l'acciaio.
Nei post precedenti ci siamo dilungati sulle patenti manifestazioni di interesse, solidarietà ed amicizia che il Vaticano ed i vescovi tarantini sin dall'origine hanno profuso, senza risparmio, sullo stabilimento industriale dell'Ex Italsider, oggi ILVA, del capoluogo ionico: la messa di Natale del 1968, la visita di Giovanni Paolo II del 1989, le dichiarazioni di Papa Benedetto XVI all'Angelus, la veglia promossa dall'attuale Presule, Mons. Santoro, che ha ottenuto il plauso ed il consenso dei sindacati.
Edizione Santa Croce - Nuova Italsider
Ma in mezzo c'è di più. Ad esempio vi fu l'interessamento importantissimo del vescovo dell'epoca per l'apertura dello stabilimento: Monsignor Motolese, un seguace del cardinal Siri che ha segnato la storia locale per un cinquantennio e senza interruzioni (dall'illuminante sito "Siderlandia" che, tra le altre cose, conferma quanto da noi sostenuto altrove, ovvero il ruolo preponderante del vescovato tarantino nella selezione del primo personale Italsider). Vicinanza di cui sono testimonianza, oltre a innovazioni quali il "cappellano di frabbrica" ed interi epistolari, realtà editoriali stile "Centro di cultura Santa Croce - Nuova Italsider"  (rarità in nostro possesso).

E veniamo all'attualità: oggi pare che ci sia dell'altro, sempre su questo percorso di "dirimpettismo istituzionale" (Pizzigallo) e di "ammansimento sindacale e politico del gregge dei fedeli-lavoratori" (Antonio Anteneh Mariano).