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lunedì 22 ottobre 2012

competitività


una cokeria moderna

Amici lettori,

oltre alla mole di documenti processuali sull'Ilva già resi disponibili, c'è una osservazione specifica che mi ha impressionato e che voglio condividere.

Nel post precedente del mio esimio e stimatissimo collega e coautore l'Abate di Theleme, leggo della dichiarazione del Dott Assennato sulla competitività dell'Ilva. Mentre i suoi concorrenti si sono mossi prima, Ilva ha goduto della sostanziale licenza a inquinare e diciamocelo, uccidere.

Qui voglio fornire un dato grossolano e il colpo d'occhio.

Il dato grossolano è che la ThyssenKrupp, concorrente di Ilva, ha considerato che la cokeria di Diusburg fosse troppo vecchia per essere resa compatibile e ne ha progettata una nuova. All'inizio degli anni 90.

Grossomodo al tempo del passaggio ai Riva, se ricordo bene. Oggi poi sappiamo anche che la proprietà precedente aveva accantonato risorse finanziarie a copertura di costi di adeguamento.

La cokeria nuova della Thyssen è costata 800 milioni di euro e ha mosso i primi passi nel 2003.

Ad un recente seminario di LegaAmbiente presso la biblioteca comunale, è stato proposto fra gli altri questo documento pdf della ThyssenKrupp, concorrente di Ilva, che produce in Germania.

Il documento è stato scritto e pubblicato dalla TyssenKrupp stessa.

E' in inglese e ci vorrebbe un po per tradurlo in italiano.

Qui mi concentro solo su alcuni dettagli riguardanti la cokeria di Taranto e quella di Duisburg.

lunedì 20 agosto 2012

Importante contributo alla discussione: le opinioni del dr. Giorgio Assennato (ARPA puglia) e dell'on. Sisto, legale del perito Liberti

L'on. avv. Sisto
Il dr. prof. Assennato

Dibattito su Antenna Sud tra due protagonisti importanti della vicenda ILVA Taranto. Fate click!


Qui trovate le riprese di una trasmissione televisiva, tenuta in una rete locale, Antenna Sud.
Durante il dibattito emergono le posizioni delle parti in causa. E la "globalità" del problema.
Il legale fa sua, più che la difesa dell'assistito, la difesa delle necessità produttive connesse all'azienda. La cui chiusura non prende nemmeno un attimo in considerazione, in quanto sommo danno, "cura peggiore del male". Dimenticando che è stata data apertamente ai custodi giudiziali facoltà di decidere persino dello spegnimento. E che i mali in questione sono la morte e la malattia: non c'è molto di peggio. Tant'è che si ipotizzano gravi responsabilità penali della dirigenza ILVA.

Egli si scandalizza poi di fronte all'idea, rappresentata molto onestamente dal dr. Assennato (figura di assoluto rilievo nella vicenda), che in Italia non vi sia spazio per una governance politica decente dei problemi ambientali e che la magistratura sia spesso chiamata a riparare. 
Cosa di tutta evidenza, almeno in questa vicenda. Ma per il dr. Sisto è inaccettabile che così si dica, anzi si augura supplementi di perizia che possano fare l'unica cosa possibile per chi vuole a tutti i costi salvare l'ILVA: lo sconfessamento delle precedenti od il loro superamento.

sabato 18 agosto 2012

Onore ad Anonymous Italy, che fruga nei database di ILVA: e chi fruga, trova...

Clicca qui sulla didascalia per accedere ad Anonymous!!!

Estratto dall'illuminante testo bilingue, prodotto dell'indagine in corso sul database ILVA:

L'azione del furfurano non è solo cancerogena: la sola concentrazione del prodotto volatile basta ad incrementare di una considerevole percentuale il presentarsi di malattie pneumologiche croniche, disordini immunologici atipici o persino malattie neoplastiche, ma è anche teratogena, ovvero causa problemi fetali.
Invitiamo gli operai dell'ILVA a meditare sulla teratogenia dei furani, poiché mettono a rischio anche i loro futuri figli, oltre che loro stessi; il genoma corrotto può dare origine a deformità, malattie immunologicamente congenite e persino incrementare la probabilità di contrarre malattie neoplastiche nei nascituri. Lottare per difendere non solo il posto di lavoro ma anche la salubrità, è un diritto e un dovere allo stesso tempo.

venerdì 17 agosto 2012

Ministro Passera, si controlli (la prossemica) per favore!!!

Ministro o burattino?

Un esperimento: Le bugie dei tecnici hanno le gambe corte (ed il naso lungo) 

I ministri giunsero e ci riempirono di carte, commissioni, autorizzazioni, concertazioni. E poco altro.
Ne parleremo in futuro post, dedicato all'arte di arrangiarsi, in alto come in basso.
Adesso, a caldo, voglio farvi notare altro... questi tecnici non politici ne hanno di strada per imparare il mestiere.
Aiutatemi a valutare mediante un semplice e breve esperimento.

Guardate lo spezzone video tratto dalla conferenza stampa convocata alla prefettura di Taranto, dopo i lavori della mattinata (mentre a fianco 3.000 persone manifestavano). Cercando di resistere alla cattiva qualità dello stesso (son solo 40 secondi, suvvia).
Protagonista il ministro Passera, nel punto in cui vanta le cifre mirabolanti che sono in campo per il bene (!) di Taranto e del suo lavoro.
Poi leggete il testo che segue. Io concludo per come mi par che sia.
Ma tanti occhi sono molto meglio di due soli. Fateci sapere!

A voi:


lunedì 13 agosto 2012

I perchè non detti della crisi ILVA: colpo d'occhio sull'odierna tecnologia

 trattamento metalli grezzi alla Hyundai steel
Unità produttiva del videogame Starcraft










 Il sito di France Metallurgie, fornisce una mole notevolissima di informazioni per comprendere il mondo della metallurgia e quindi dell'acciaio. Ai fini di indentificarne condizioni e tendenze. Si evince come oggi l'acciaio sia ancora una risorsa strategica di assoluta importanza, ma che la possibilità di promuoverne la produzione dipenda dalla ricerca e dalla continua miglioria dell'esistente. Tutto sommato le vere molle dell'economia moderna. Tradotto dall'inglese del sito, si legge ad esempio che la Hyundai motors (automobili)...

sabato 11 agosto 2012

Il vaticinio del riesame sottoposto alla prova del nove: La lettura del G.i.p.

Area a caldo Ilva...
Non appena furono pubblicati gli esiti del tribunale del riesame affermammo, senza piaggerie o inutili emotività, che il testo in questione, da noi pubblicato , consentisse ogni possibile lettura. E pertanto fosse sibillino, appunto.  E fonte di confusione, con le posizioni opposte di associazioni verdi, proprietà, sindacati...
Un tempo si aveva più rispetto per gli oracoli, evidentemente. Oggi, invece, la dottoressa Todisco, nel preciso e puntuale adempimento dei propri doveri e a nemmeno una settimana dalla pronuncia del riesame, ha inviato alla proprietà del siderurgico un provvedimento, ancora non in nostro possesso, di cui leggiamo su alcune testate web.
Secondo la stampa, il provvedimento fornisce la "legittima" interpretazione delle volontà del riesame, secondo il g.i.p. : gli stabilimenti sono aperti al mero scopo di risolvere le problematiche oggetto dell'indagine. La produzione si ferma quindi.
E con essa la minaccia immediata e concreta alla salute ed alla vita che le indagini preliminari evidenziano. La stessa posizione degli ambientalisti. Ovviamente il direttore Ferrante ha già proceduto ad impugnare, nuovamente di fronte al riesame, l'interpretazione del magistrato. Dopo aver convocato il consiglio di amministrazione.
Insomma, si torna al "VIA", il primo lancio dadi non è stato fortunato.

martedì 31 luglio 2012

La borsa o la vita

Molecola della diossina
E' una questione di vita o di morte. Come sempre (secondo l'insegnamento di Luigi De marchi che prima o poi approfondiremo).

Alcuni nostri interlocutori sono affezionati all'argomento dell'indisponibilità della vita.

Noi contestiamo che quella affezione sia maggioritaria. O che la si debba stabilire per legge.

In un candido articolo del Secolo XIX, si riferisce del disagio dei magistrati tarantini rispetto alle pressioni sfacciate a cui, in questi giorni, sono sottoposti.

lunedì 30 luglio 2012

Dal consiglio comunale di Taranto

Mi chiama lo stimato collega e coautore, l'abate di Theleme, per dirmi che il consiglio comunale di Taranto sta discutendo un documento unitario sulla vicenda Ilva.

venerdì 27 luglio 2012

Speciale: dalla vandea dello statalismo industriale dirigista, poi privatizzato

1964 - Clicca qui - didascalia - per il video

Il Sit in dei dipendenti Ilva a Taranto

 Nelle giornata di ieri migliaia di lavoratori dello stabilimento ILVA di Taranto, ex ITALSIDER - IRI, la cui storia un pò enfatizzata, emendata da molti retropensieri che pur vi furono e da alcune fondamentali considerazioni geopolitiche, potete trovare qui ben descritta, si sono rovesciati per le strade del capoluogo, bloccando il traffico sino ad ora, salvo poche interruzioni. Isolando in breve la città. Una parte cospicua di loro ha manifestato davanti alla prefettura, in un clima di sbalordimento, incertezza ed incredulità che spero le fotografie, di prima mano, sappiano testimoniare. 
In queste circostanze non posso omettere di ricordare un paio di eventi salienti, che legano indissolubilmente la vicenda del gigantesco stabilimento pugliese alla storia maggiore d'Italia: 
  • l'inaugurazione di Italsider, alla presenza di Moro e Colombo, che l'archivio Luce del Senato ci mostra gremita di Stato e parastato, in un trionfalistico videogiornale d'epoca.
  •  la Santa Messa nella notte di Natale dell'evocativo 1968, celebrata da Arcivescovo e Papa presso lo stabilimento industriale, allora di recente costituzione e benedizione.
Papa Paolo VI coll'Arc. Motolese, Notte di Natale 1968, Italsider - Taranto
Trascorsi 50 anni, le risultanze delle indagini della procura di Taranto su atti criminali e di corruttela, unite alle perizie mediche testimonianti un nesso eziologico indiscusso, sommate ai tanti studi nazionali sull'inquinamento locale (che toccherebbe falde acquifere e ciclo alimentare, oltrechè naturalmente l'aria), ci dicono come la miopia degli anni '60, eternata in quei documenti storici e finanche parzialmente contestualizzabile, oggi abbia invece fatto definitivamente il suo tempo.
E con essa l'infornata di dirigismo, sindacalizzazione in malafede, assistenzialismo di Stato, incultura della monocultura, baby pensioni, doppi lavori in nero, appalti pilotati.
Alla luce di quanto sopra detto e linkato, fa davvero inarcare le sopracciglia la tirata della Federacciai-Confindustria, non nuova a manifestazioni di assoluta ipocrisia sull'argomento,  sul sequestro degli impianti siderurgici di Taranto:

giovedì 26 luglio 2012

Taranto, chiusura Ilva: in migliaia per strada, in pochi nei palazzi

Politici ed imprenditori di Stato (Moro, Colombo, Petrilli etc.) inaugurano l'Ilva nel 1964
Da circa mezz'ora l'accesso alla città, direzione BARI e REGGIO CALABRIA, è bloccato dalla protesta (che covava da giorni sotto la cenere) di migliaia di dipendenti della più grande acciaieria d'Europa, lo stabilimento ILVA di Taranto, un tempo appartenuto all'IRI e poi terminato, mediante giochini e giochetti, alla famiglia Riva.
Lavoratori atterriti all'idea di perdere lo stipendio. Forse sono previsti anche arresti, secondo il Sole24ore.  Il dubbio è adesso sciolto, i provvedimenti cautelari toccano Emilio Riva, suo figlio Nicola e altri dirigenti. Corrado Clini, immemore del suo essere ministro dell'ambiente e non dell'industria, assolutamente insoddisfatto di un atto giuridico che salvaguarda, comunque ed in primis, l'ambiente, il territorio, la salute (ovvero gli interessi che egli dovrebbe difendere per antonomasia) dichiara: "Chiederò che il provvedimento di riesame avvenga con la massima urgenza". "Verrà affrontata l'emergenza per almeno 15.000 persone in seguito a iniziative della magistratura che sta procedendo al sequestro e a altre misure cautelari".
Come è possibile tutto questo?
Per decenni l'ILVA è stata responsabile di inquinamento e disastro ambientale, che i tarantini riconoscono non tramite aride rilevanze scientifiche, pure in questi ultimi anni apparse, ma per l'altissimo tasso di neoplasie e malattie respiratorie e per la realissima polvere sottile che ricopre interi quartieri della città, a perfetto ridosso del colosso industriale, capace di occupare una superficie più vasta dell'urbe stessa. Eppure nessuno ha pensato per tempo a che sorte dare allo stabilimento, alle possibili riconversioni, così come nessuno dei presenti sull'auto in foto pensò per tempo a cosa sarebbe stato di persone, campagne, mari, fiumi nel prossimo futuro. Tutto è stato abbandonato all'egoismo dei savonesi Riva, da un parte, ed alle scelte "obbligate"  della magistraura, risvegliatasi di colpo da un pluridecennale sonno al riguardo.
Giusto un'idea di cosa sia ILVA a Taranto - da "il Fatto quotidiano
La tragica scelta di collocare industrie pesanti come ILVA ed ENI in uno dei contesti geografici più incantevoli del mediterraneo, cantato sin nell'antichità dai grandi (Orazio, Virgilio, Properzio...), va ascritta al perverso patto DC-PC, a quel gioco sado-maso padrone-operaio, a quel disequilibrio nord-sud di cui Taranto è la massima espressione, fenomeni che hanno infarcito di sè stessi gli ultimi 50 anni di vita nazionale e che vieppiù ci precipitano al fondo.