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sabato 15 dicembre 2012

ILVA, Taranto: ultimissime dalla manifestazione, in più di 30.000 al corteo?

Ragazzini "liberi e pensanti"

Ore 19: La questura accredita più di 30.000 partecipanti. Un serpente che taglia in due la città e si prepara alla grande riunione di Piazza della Vittoria.


Taranto trattiene il respiro, mentre questa sterminata massa vociante e musicale la attraversa.
Nessun simbolo politico o sindacale, come si desiderava.

Nell'assenza assoluta di partecipazione da parte delle istituzioni locali e nazionali, spicca la presenza di Angelo Bonelli, con cui non siamo stati certo teneri in passato. E forse nemmeno in futuro.

Ma oggi gli va riconosciuto un interessamento che salta agli occhi. E sottolinea lo zero politico da cui siamo circondati.

Angelo Bonelli (Verdi) alla manifestazione, unico... 


Cartellone nel corteo, che la dice lunga... sulla realtà



A seguire breve video dalla testa del corteo, "Dicono che manteniamo una nazione e invece stiamo nella merda..."

lunedì 22 ottobre 2012

Superperizia Tarasleaks: Balduzzi a Taranto, evviva evviva, sinite parvulos...

Quale sarà la profilassi del ministro Balduzzi per Taranto??

Il ministro Balduzzi ci gratifica della sua celeste presenza, così a lungo negata.  Corporeus corpora proclama un giorno di "festeggiamenti" e celebra l'evento con la pubblicazione della perizia integrale dei tecnici, prodotta in Luglio dal GIP insieme al decreto di sequestro. 

Essa rappresenta il documento più recente sulla questione sanitaria ed ambientale di Taranto, in quanto l'ultimo studio "Sentieri"si ferma al 2009.


Del ministro Balduzzi e dei suoi struggenti silenzi sul caso ILVA avevamo già parlato, in apposito post. L'uomo è amante del non detto. La RAI, ad esempio, lo sa benissimo
Esperto di profilassi, mai di profilattici (per carità, un brivido democristiano ci percorre le pudenda al solo pensiero...), alfine interviene su dati clamorosi provenienti dal suo stesso ministero... 
A quasi un anno dall'abbattimento di migliaia di capi di bestiame per diossina, ad appena quattro mesi dal sequestro dell'acciaieria più grande d'Europa, ad oltre un mese dalla diffusione ufficiosa di dati sensibili provenienti dall'ultimo documento SIN che appunto il ministro viene oggi a presentare, egli giunge in città, in prefettura.
Ribadiamo qui le domande che gli abbiamo idealmente posto qualche settimana fa:

· Cosa pensa delle affermazioni dell'ex prefetto Ferrante, che mente persino sui panini e le bevande agli operai (proprio lui che rappresentò a lungo lo Stato dando di sè un'immagine inquietante), per cui a Taranto non vi è rischio particolare per nessuno?

· Che ne dice del collega Clini, che utilizza i medesimi argomenti aziendali per controbattere le posizioni del tribunale e degli ambientalisti, qualificandosi come il primo ministro dell'ambiente apertamente antiambientalista, negando persino la validità di ogni risultanza scientifica che colleghi ILVA a malattie?

· Che ne dice, soprattutto, delle risultanze scientifiche emergenti da così tante fonti, alcune addirittura ministeriali? Che devono fare i cittadini che egli è chiamato a difendere nel bene primario della salute ed a rassicurare sulle sorti dei loro cari?  Sa o non sa?


Ma Corporeus Corpora, eccitato dalla presenza ministeriale in città, vuole fare di più, vuole contribuire anche al di fuori della prefettura, vuole una volta di più far "conoscere per deliberare". Insomma vuole celebrare l'evento con un nuovo Tarasleak.
Avevamo annunciato che il nostro interessamento alle vicende dell'acciaieria sarebbe progressivamente divenuto sempre meno processuale, sempre più tecnico.
Ecco perchè chi prosegue nella lettura trova, a disposizione per la consultazione online, la perizia integrale che accompagna il decreto di sequestro del 25 luglio 2012, da noi pubblicato in versione prima parziale poi completa

sabato 20 ottobre 2012

"Non sono una signora, sono un prefetto"! Storie dall'Italia ipocrita

Questo l'augusto consesso di autorità...
L'Italia è un paese amministrato da vecchi tromboni, arroccati sulle loro sedie da decenni, i quali ormai avvertono a pelle la sfiducia che li circonda, loro come qualsiasi altra carica dello Stato più squalificato d'Europa (vedi statistiche). In quanto evidentemente corresponsabili dello sfascio nazionale, nello specifico di una situazione allucinante e di lunghissimo periodo, quella dei rifiuti tossici bruciati in Campania quotidianamente.
Tutte gerarchia e compunzione, a fronte degli scempi continui che avvengono nei luoghi ove essi stessi esercitano le più svariate forme d'autorità, queste personalità finiscono per reagire a quello che considerano un abbassamento del loro "prestigio".
...questi i luoghi ove quelle autorità esercitano la loro autorità
Rinchiusi nei loro castelli di carte e protocollo, mal vivono le interazioni con la popolazione di cui sono servitori, per giuramento. Ma la loro reazione ad un clima di insoddisfazione, per fondati motivi, non è mai nel merito, il merito essendo porre fine agli abusi contestati dai cittadini mediante un serio utilizzo della loro autorità, magari facendo ammenda di un passato poco "dinamico"... essi reagiscono infatti solo in forma e pro forma.
Mi colpisce anche il quadro alle spalle dell'illustre tavolata... forse nei palazzi governativi sono ancora persuasi che il territorio campano sia ancora quello effigiato dai pittori barocchi...

Nel caso in specie, che troverete in video in fondo alla pagina, è anche possibile che al prete anti roghi, come chiamano il caivatese don Maurizio Patriciello, sfugga il titolo dovuto per lapsus freudiano, magari proprio perchè non riconosce dentro sè alla signora in questione quell'appellativo prestigioso, teorico sinonimo di rigore e senso dello Stato...
Può essere insomma che la consideri solo formalmente tale e non nella sostanza...

giovedì 4 ottobre 2012

Anonymous, come ha sottratto dati all'Ilva: pubblichiamo da Wired

Il libro di Carola Frediani - clicca qui

Tempo fa sottolineammo l'incursione di Anonymous Italy nei server del comune di Taranto e soprattutto di ILVA. Il gesto ci parve importante, tutto teso a sottolineare la rilevanza internazionale della questione ambientale nel capoluogo ionico ed il potenziale esplorativo della compagine nazionale di hacker, in una delle sue prime operazioni su larga scala. Scopriamo ora che i dati messi a disposizione non hanno consentito svolte significative, nè suscitato grande interesse specialistico. Carola Frediani su Wired ci consente comunque di conoscere i retroscena e gli sviluppi del caso. Suggeriamo la lettura del suo nuovo libro e ne riportiamo qui parte:


È l’alba dell’ 8 agosto 2012 a Taranto. La città pugliese è stremata da giorni di discussioni pubbliche e prove di forza tra diversi organi dello Stato. In gioco c’è il destino della più grande acciaieria d’Europa, dei suoi oltre 11mila dipendenti, e degli abitanti di un’area che sta vivendo, per usare le parole del gip di Taranto Patrizia Todisco, una " grave e attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria". […]

In questo scenario entra in campo all’improvviso un soggetto del tutto inaspettato. Quella stessa mattina infatti il sito del comune di Taranto viene defacciato. Al posto della home compare l’immagine di una città pesantemente inquinata, accanto al simbolo dell’ Ilva e a all’uomo senza testa che rappresenta Anonymous. “ Operai, cittadini siamo con voi”, si legge in una scritta. E poi, nel comunicato, rivolgendosi ai lavoratori: “ Nessuno è moralmente autorizzato a chiederti di sacrificare la vita; neanche tua moglie o i tuoi figli. Nessun ideale o bisogno materiale vale la tua esistenza. Operai, occupiamo la fabbrica e sabotiamo ogni impianto!”.

L’operazione però non finisce qui. Contemporaneamente gli anonimi sono riusciti a entrare nei database dei siti dell’Ilva, in particolare di IlvaTaranto.com e IlvaGroup.com, e a prelevare parecchio materiale. Mettono tutto online, linkandolo dal loro blog a più riprese.

Ci sono lunghe liste di indirizzi email di dipendenti, dirigenti e giornalisti, nomi di documenti interni (non linkati) riguardanti prodotti del gruppo industriale. Ma soprattutto ci sono una serie di tabelle sui valori di sostanze inquinanti emesse dalle acciaierie. Anonymous ne mette in evidenza soprattutto una sulle emissioni di furfurano, un contaminante ambientale persistente noto per la sua tossicità. Secondo gli hacktivisti, l’analisi dei dati mostrerebbe che a fine maggio 2012 i valori di furfurano immessi nell’atmosfera avrebbero superato i limiti di legge. E che l’Ilva avrebbe mascherato il dato alzando arbitrariamente il limite consentito nelle proprie tabelle.

L’ analisi dei dati rilasciati però non è semplice. Gli stessi anonimi segnalano il leak a varie associazioni ambientaliste, non ricevendo nell’immediato alcuna risposta. E i media non hanno la più pallida idea di che farsene del leak.

lunedì 20 agosto 2012

Importante contributo alla discussione: le opinioni del dr. Giorgio Assennato (ARPA puglia) e dell'on. Sisto, legale del perito Liberti

L'on. avv. Sisto
Il dr. prof. Assennato

Dibattito su Antenna Sud tra due protagonisti importanti della vicenda ILVA Taranto. Fate click!


Qui trovate le riprese di una trasmissione televisiva, tenuta in una rete locale, Antenna Sud.
Durante il dibattito emergono le posizioni delle parti in causa. E la "globalità" del problema.
Il legale fa sua, più che la difesa dell'assistito, la difesa delle necessità produttive connesse all'azienda. La cui chiusura non prende nemmeno un attimo in considerazione, in quanto sommo danno, "cura peggiore del male". Dimenticando che è stata data apertamente ai custodi giudiziali facoltà di decidere persino dello spegnimento. E che i mali in questione sono la morte e la malattia: non c'è molto di peggio. Tant'è che si ipotizzano gravi responsabilità penali della dirigenza ILVA.

Egli si scandalizza poi di fronte all'idea, rappresentata molto onestamente dal dr. Assennato (figura di assoluto rilievo nella vicenda), che in Italia non vi sia spazio per una governance politica decente dei problemi ambientali e che la magistratura sia spesso chiamata a riparare. 
Cosa di tutta evidenza, almeno in questa vicenda. Ma per il dr. Sisto è inaccettabile che così si dica, anzi si augura supplementi di perizia che possano fare l'unica cosa possibile per chi vuole a tutti i costi salvare l'ILVA: lo sconfessamento delle precedenti od il loro superamento.