L'azienda agonizzante annuncia la fine delle risorse finanziarie.
Un referendum consultivo, tardivo e mozzo, utile forse ai soli piani del Governo.
Il quesito sulla richiesta dei danni ad ILVA da parte del comune viene rimosso, in quanto tale domanda sarebbe già stata presentata.
Ma apprendiamo che il tribunale di Lecce non la consente, perchè non nelle competenze dell'ente territoriale...
Corporeus Corpora ha nel frattempo mangiato la foglia sulla vicenda internazionale, mai dichiarata, che determina le sorti dello stabilimento, ben al di là dei suoi attori palesi.
Il notevole caos che in queste ore investe la città di Taranto vede gli operai in agitazione, perchè finalmente consci che non ci sono nè tarallucci nè vino per una composizione all'italiana del grave problema sollevato in questo ultimo anno. Ma noto già, ad esempio, al coriaceo intellettuale tarantino Antonio Rizzo alla fine dei '70.
Le forze di polizia nel frattempo sono onnipresenti, già immaginando gli scenari apocalittici di una vasta parte della popolazione senza stipendi già alla metà di Febbraio. Ministri e commissari arrivano poi alla spicciolata, in successione.
Ma non solo. Notizie si rincorrono in una ridda di conferme, speranze, smentite...
Sino a ieri l'azienda presentava fantomatici piani per il futuro, prevedendo la riapertura di impianti e lavorazioni, nonostante le avvisaglie da noi denunciate al ritmo di "C'è da star svegli...", pezzo uno e due.
Bene, orientiamoci.
