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lunedì 8 ottobre 2012

Clini, Archinà, Ferrante, Camusso, Talò... straparlano tutti, mentre Balduzzi tace

il ministro Balduzzi su ILVA preferisce tapparsi la bocca...

La procura detta i tempi del "vero" spegnimento, cinque giorni, dopo mesi di attesa. A quanto pare si prevede anche la possibilità dello spegnimento coatto, dovuto a resistenze aziendali (di più in fondo al pezzo).

Nel frattempo tutti dicono di tutto, tranne chi dovrebbe davvero farci la cortesia di parlare: il ministro della salute Balduzzi. Corporeus corpora ha forse identificato una pericolosissima "sindrome ministeriale"? 

 

Nel frattempo ci apprestiamo a pubblicare integralmente in esclusiva la decisione del GIP Todisco della settimana passata, che rifiuta il piano aziendale e prosegue spedita per lo spegnimento inevitabile. 

 

Non c'è che dire: l'emergenza Taranto, come ormai emerge da perizie processuali, risultanze ASL, Arpa e ordine dei medici, indagini indipendenti di associazioni ambientaliste, dichiarazioni di primari e medici di base, piani di monitoraggio ultradecennali come SIN-Sentieri (consultate estesamente la nostra sezione ILVA allo scopo), è essenzialmente un'emergenza sanitaria, ancor prima che ambientale. Con tutta questa mole di dati ed opinioni si sostiene che la mortalità e l'incidenza di malattie, addebitabili all'inquinamento da emissioni dell'acciaieria (che ricordiamo essere ancora oggi all'80% quella ideata nel 1959...), sia non solo rilevata e rimarchevole, ma anche in cospicuo aumento.


Potremmo aggiungere che basta far due chiacchiere in città con qualche pensionato ex Italsider per apprendere come egli stesso abbia svariate patologie connesse al suo lavoro e come dei suoi colleghi ben pochi siano ancora in giro a raccontare le condizioni medioevali in cui lo stabilimento li fece operare per decenni, sino ad oggi.
Per carità, Corporeus corpora è ben conscio che Italsider fu anche vacca da mungere e che i più raccomandati dei 40.000 dipendenti, che di liscio o di rovescio lì "lavorarono" negli anni '80, spesso ricevettero lo stipendio senza una mansione operativa, finendo per svolgere in nero altre attività private durante l'orario di lavoro e magari oggi godere di una pensione ricevuta a 50 anni per un rischio amianto che mai corsero nel loro lavoro di idraulici o agricoltori, che realmente svolsero risultando invece fittiziamente presenti in reparti pericolosi... con il privato ovviamente queste pratiche cessarono di esistere, quasi al 100%.

Ma non è questo il punto. Il punto è che Italsider- Ilva è costata sin dalla sua fondazione un numero di vittime da piramide egizia e prosegue oggi a generare malattia, a volte morte, tra gli operai, gli stessi ingegneri e la popolazione.
Abbiamo citato la recente posizione ambientalista (giornale in foto), che non fa altro che riprendere dati ministeriali, nonchè l'assunzione (tardiva) di responsabilità da parte dell'ordine dei medici di Taranto. Aggiungiamo le controverse dichiarazioni della ASL Taranto a Villasimius, che al di là di tutto certo non inducono allegria.

Bene, cioè assai male... e il ministro della salute che dice? Ci parrebbe nulla. Vorremmo a questo punto far delle domande noi, che invieremo al ministero... eccovele in anteprima:

· Cosa pensa delle affermazioni dell'ex prefetto Ferrante, che mente persino sui panini e le bevande agli operai (proprio lui che rappresentò a lungo lo Stato dando di sè un'immagine inquietante), per cui a Taranto non vi è rischio particolare per nessuno?

· Che ne dice del collega Clini, che utilizza i medesimi argomenti aziendali per controbattere le posizioni del tribunale e degli ambientalisti, qualificandosi come il primo ministro dell'ambiente apertamente antiambientalista, negando persino la validità di ogni risultanza scientifica che colleghi ILVA a malattie?

· Che ne dice, soprattutto, delle risultanze scientifiche emergenti da così tante fonti, alcune addirittura ministeriali? Che devono fare i cittadini che egli è chiamato a difendere nel bene primario della salute ed a rassicurare sulle sorti dei loro cari?  Sa o non sa?

lunedì 1 ottobre 2012

Flower Children VS Frattini & Giovanardi: il potere delle droga contro la droga del potere. Chi vincerà?

Fa meno male la droga del potere...

Una mano a districarci nell'ardua tenzone ci viene dalla scienza, l'altra dall'osservazione della politica italiana.


Franco Frattini nella giornata di ieri ha detto una cosa sensata. Per la prima volta da quando ho nozione della sua esistenza.
Cioè che
 "...sia una porcheria averla candidata (la Minetti,N.d.R.). Che sia una porcheria che dinanzi al segretario politico Alfano che la invita a dimettersi, lei non si dimette. Sono stati gli errori di selezioni delle candidature che non dovremo piu' rifare. E' triste vedere che nella politica la cooptazione rischia di prevalere, questa legge ha fatto cooptare a tutti i segretari dei partiti che c'erano nel 2008 praticamente chi volevano loro".
Corporeus corpora è d'accordo.
... oppure il potere della droga??
Sfugge però all'ex ministro degli esteri, le cui esternazioni durante la carica sarebbero meritevoli di un post specifico sino ai grandi exploit del caso Libia, che egli stesso fu candidato nel 2008 nel collegio del Friuli-Venezia Giulia ed eletto alla Camera dei Deputati.
Ordunque anch'egli, per sua stessa ammissione, è stato propinato al popolo bue italico per esclusiva volontà di codesti segretari di partito. 
Poichè è sommamente improbabile che il dr. Frattini volesse accomunarsi ad una Nicole Minetti dalla quale prendeva sdegnosamente le distanze, possiamo ritenere che egli soffra di una certa forma faziosa di amnesia, ancora sconosciuta alla scienza ma certamente molto presente nella politica italiana.
Un morbo terribile capace di generare fatti eclatanti, uno per tutti la famosa, ma mai abbastanza rammentata, forte opposizione di Di Pietro ad un referendum elettorale per cui aveva raccolto, anche personalmente, fiumi di firme pochi mesi prima.
Non vi è ragione di ritenere che il dr. Frattini abbia mai assunto stupefacenti, nemmeno occasionalmente, nemmeno all'università, che pure incredibilmente frequentò.

Nel deliberato convincimento di disvelare gli aspetti meno battuti e più reconditi del mondo contemporaneo, soprattutto quando essi contrastano con una visione tanto acritica quanto comune dei fatti, ovvero quella proposta dall'ordinaria informazione (e a dar ragione della nostra onestà intellettuale vi sono anche i pubblici alterchi degli autori, su questioni particolarmente controverse), non possiamo certo esimerci dal menzionare un recente studio di grande interesse, condotto da un team di ricercatori del King’s College di Londra su 11.000 adulti inglesi tra i 42 anni ed i 50.