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| Il commissario Bondi ed il premier Mario Monti |
Riportiamo, col beneficio dell'inventario, quanto da poco appreso in proposito, per bocca di funzionari della Marina italiana
Da fonti confidenziali attendibili, abbiamo saputo che l'ipotesi ventilata dal ministro Clini, quella di evacuare i Tamburi o parte di essi al fine di proteggere la popolazione dall'impatto diretto delle emissioni inquinanti, potrebbe far parte di un progetto che accomunerebbe il Ministero, il Comune di Taranto (da cui sarebbe partita l'idea) e la Difesa. E che troverebbe la radice nella spending review di cui è responsabile il supercommissario Enrico Bondi.
Queste le parole del ministro, che in parte confermerebbero quanto appena riportato:
Quando abbiamo affrontato il tema di Tamburi con il sindaco di Taranto una delle tematiche cha abbiamo affrontato è anche quella della possibilità di delocalizzare alcune delle strutture abitative che sono più esposte ai rischi della contaminazione ambientale e nello stesso decreto decreto legge di agosto destinato a finanziare gli interventi per Taranto abbiamo una voce esplicita sul risanamento del quartiere Tamburi che può prevedere anche interventi di questo tipo
Poichè vaste proprietà della Marina, e più in generale della difesa, sarebbero in procinto di essere dismesse, allo scopo precipuo di ottenere fondi, sempre più urgenti, per le spese militari, ordinarie e straordinarie, la popolazione dei Tamburi potrebbe essere trasferita (non si sa con che strumento legislativo, con che logistica, quando... parliamo di indiscrezioni...) appunto in residenze ex Marina, largamente presenti a Taranto, sede della più importante base navale militare italiana.
