lunedì 3 settembre 2012

La rete censurerebbe la realtà? "Adda passà a nuttat'..."

Il caso della penna BIC per donna (for her): la negazione della fisiologia e della tassonomia, se si parla di specie umana. La negazione della realtà a fini ideologici, morbo cronicizzato dell'Occidente.

Gli uomini sono una specie molto evoluta di primati. Spesso non lo dimostrano, come nel caso delle intercettazioni del Presidente della Repubblica, ma posseggono un cervello che per originalità e potenza di calcolo è un vero scherzo di natura. Vantano il famoso pollice opponibile, ridono, fanno di conto, in loro risiede una logica formale da cui scaturiscono poi il linguaggio e le scienze. Nonchè una barca di altre peculiarità.
Ciò non toglie che le categorie classificatorie utilizzate nelle classificazioni del regno animale si attaglino anche a noi. Necessariamente.
Non vi è dubbio, ad esempio, che la specie umana sia a marcato dimorfismo sessuale: ovvero la femmina ed il maschio della specie divergono per conformazione fisica ed attitudini. I pesci sono in genere a basso dimorfismo sessuale. Molti specie di uccelli, invece, mostrano profonde differenze tra i sessi: dimensioni, colori, biochimica.
Le femmine della specie umana, note come donne, sono in media di dimensioni più ridotte, hanno il bacino più largo e inclinato all'indietro, le spalle più strette, diversa distribuzione del grasso corporeo, voce più acuta, meno peli. 

Hanno poi organi che i maschi non possiedono (e viceversa), una diversa e migliore percezione dei colori, del linguaggio, una più ridotta capacità di valutazione dello spazio - tempo, una minor potenza fisica (la separazione nell'agonismo sportivo da sempre lo dimostra) e via discorrendo.
Il discorso è davvero spigoloso e complesso, non voglio affrontarlo qui.
Fagiano femmina a sinistra e maschio a destra
Mi premeva solo sottolineare come la morfologia, la fisiologia, la tassonomia non siano "opinioni" ma "fatti". Affermare, ad esempio, che le dimensioni dei polsi femminili, delle dita di mani e piedi e via dicendo, sono diverse da quelle maschili non è "vero" solo nell'esperienza comune, ma anche in quella scientifica. Ed ha lo stesso grado di verità dell'affermare che fagiano e fagiana li si distingue anche al buio. Così come invece i platy non li distingui nemmeno alla luce...
Creare un tool, uno strumento che meglio si attagli a queste caratteristiche, ovvero dotato di ergonomia orientata e più specifica (posto che non sia solo marketing...), magari associando tale scelta "tecnica" ad una specifica attenzione per i colori, caratteristica notoriamente e scientificamente femminile, non dovrebbe pertanto causare reazioni demenziali come quelle attribuite alla "rete" e riportate (in parte anche accreditate) dalla giornalista Marta Serafini sul Corriere della sera (leggete!).
Se si acquistano abiti in nazioni diverse dalla propria ci si accorge che, sovente, è difficile calzino bene. Chiunque lavori nell'ambito sa infatti che le produzioni divergono a seconda del mercato cui sono destinate.
Platy maschio e femmina
Se gli svedesi sono in media più alti degli italiani di cm 5 chi conforma gli abiti deve tenerne conto, se vuol vendere a loro. 
Ciò ci discrimina? Ciò ci umilia? Dire che i cani abbaiano ed i gatti miagolano, che i primi sono più adatti alla guardia ed i secondi alla caccia dei topi (affermazioni generiche ma non per questo mediamente meno "vere") mortificano qualcuno di codesti amici mammiferi?
Non capisco pertanto quale passo falso avrebbe commesso la BIC nel realizzare stumenti di scrittura pensati per chi ha mediamente le mani più piccole, le dita più sottili ed una maggiore ed acclarata attenzione e curiosità per colori e forme. Diverso sarebbe se le donne fossero obbligate a comprare penne difformi. Cosa che assolutamente non è. Le conseguenze di questo disastro euristico sono molto gravi. L'ideologia, quasiasi essa sia, non fa il bene di nessuno poichè è un pensiero aprioristico che torce i fatti ad una visione predeterminata ed ineluttabile. Alterando la percezione della realtà ed inducendo molti esseri umani a riporre aspettative nell'assurdo, nell'impensabile, nell'inattuabile. Nel falso, in buona sostanza.

Acthung! Con questo non esprimo un giudizio di valore sulle qualità di uomini o donne, per stabilirne una posizione sovraordinata o sottordinata rispetto ad una scala: non c'è un meglio nè un peggio. Anzi, non c'è manco la scala...
Esistono diversità che la natura ha creato per scopi tutti suoi nel corso di milioni di anni. 
Ed esiste una parità di diritti, conquistata con grande fatica, che in nessun modo deve essere intaccata.
Ma questa notte in cui tutte le vacche sembrano nere deve passare. E' il tempo non dico del sole meridiano, ma di un bagliore d'alba, quello si.




33 commenti:

  1. Maria Ferdinanda3 settembre 2012 16:12

    Hai sbagliato pesce. Forse fra le popolazioni selvatiche è diverso, ma i guppy in vendita nei negozi di acquariologia mostrano uno spiccato dimorfismo sessuale, i maschi sono coloratissimi e le femmine grigiastre. Con le sardine o le triglie, il ragionamento, a quanto mi risulta, fila ;)

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    1. Ho sbagliato nome del pesce, non ero infatti convinto. Quelli in immagine non son guppy... :) Grazie, correggerò

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  2. Devo ammetterlo la notizia della Bic for her me l'ero persa e dopo aver letto il tuo brillante articolo ho voluto approfondire e ho navigato un pò. Ho letto in giro cose del tipo "scelta sessista e retrograda", "femministe in lotta contro le penne rosa" e mi sono fatta un bel pò di risate. Certo che dalla lotta per l'aborto e il divorzio, la parità salariale e contrattuale alla lotta per le Bic rosa ne abbiamo fatta di strada...altro che pari opportunità ora vogliamo la parità di scrittura! E poi cosa c'è di "sessista" nell'ammettere che le donne sono diverse dagli uomini? I motivi li hai elencati egregiamente, e come hai scritto diversità non significa meglio o peggio. Un sacco di cose sono for her ...per rimanere in argomento ci sono penne colorate, con strass, perline e pupazzetti che sono squisitamente femminili e penne più sobrie decisamente maschili...poi nulla vieta che un uomo possa amare una penna con gli swarovski e una donna una Montblanc starwalker. Personalmente trovo più "offensive" le cose unisex, che vogliono uniformarci, farci sembrare tutti uguali, tipo i vestiti unisex che solitamente calzano addosso a noi donne come sacchi di patate privandoci della femminilità in nome di un'uguaglianza che non esiste in natura. W le cose for her e abbasso l'unisex! :-)))
    Ps: Ho un bellissimo pc rosa confetto e ci sta proprio bene una Bic for her rosa! :-))))

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  3. L'autore e il metodo di lavoro sistemico proprio non ce la fanno a collaborare. Per comprendere un elemento, la scelta della casa madre, la trovata pubblicitaria eccetera eccetera bisogna capire il sistema di relazioni in cui è inserito. Per capire un motivo, un genere ( in questo caso si parla di generi sessuali) devi capire l'altro. Ma va bene così, parole su parole per dire una cosa che con il marketing e con la news dello "scalpore in rete" non ha nulla a che fare: gli uomini e le donne sono diversi.

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    1. Che splendido esempio di acribia... se si indica la luna alla fine è sempre il dito a campeggiare in primo piano.
      Meraviglioso scoprire che se una grande azienda elabora un prodotto lo fa perchè desidera venderlo e le prospettive sono decisamente più rosee se il medesimo incontra i gusti del target di riferimento. Grazie Jeff.
      Adoro locuzioni manualistiche quali "sistema di relazioni".
      Adoro gli uffici preposti alla complicazione del semplice ed alla sua difesa, al mero scopo giustificativo di un'esistenza altrimenti inspiegabile.
      Ci conduco sempre i novizi dell'abbazia di Thélème a ghignare ... e poi si fa tutti insieme lettura collettiva del "Manifesto del controdolore". Che non posso se non suggerire a chiunque.
      Anzi, seppure in vacanza lo posto immantinente, urbi et orbi.
      Per venire al dunque, a me poco importa del marketing e del "sistema di relazioni", almeno in questo contesto. A me importa il negazionismo che affligge quella "cosa" che tu stesso così definisci: "gli uomini e le donne sono diversi.
      Di cui il ridicolo atteggiamento censorio della rete, in questo caso relativo alle penne BIC, è ennesima testimonianza. Entrandoci quindi non poco nel discorso.
      A quella testimonianza reagisco assumendomi la scomoda briga di scoprire pubblicamente l'acqua calda ed esponendomi al rischio di commenti sistemici.
      Ora, non è che fosse così arduo comprendere il senso del discorso anche senza questa mia glossa... pertanto, proprio discorrendo di lavoro "sistemico" (o forse sistematico??), prendiamo le mosse dall'inquadrare la luna invece che il dito e persino la manualistica potrà essere utile.
      Vale et ego.

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    2. Una critica è un esempio di acribia?

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    3. Mi era sfuggito.
      No, una critica va benissimo e non certo di per sè è un esempio di acribia.
      Però almeno centrare un minimo il senso del discorso è requisito importante, in dialettica.
      Ma non è nemmeno questo il motivo della mia replica drastica... sta invece qui:

      "L'autore e il metodo di lavoro sistemico proprio non ce la fanno a collaborare."
      "parole su parole per dire una cosa che con il marketing e con la news dello "scalpore in rete" non ha nulla a che fare... "

      Diciamo che non è una maniera cortese di introdurre una critica, pure mal centrata.
      A rileggermi dopo mesi sarò forse stato troppo tranchant, ma alle volte capita e se si inizia con quel tono forse è il caso di accettare anche risposte secche.

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  4. il concetto è stato toccato nel commento sopra ovvero esiste un marketing for her e uno for him, esplicito o implicito, in ogni settore, penne comprese, ci sono cose dirette alle donne pure senza la dicitura for her, e viceversa un mercato maschile. Il marketing vive sulla differenza di genere e chi se ne occupa sa benissimo che uomini e donne non solo hanno esigenze diverse ma rispondono in maniera diversa a determinati messaggi. Una donna sceglie un pc perchè è rosa, un uomo lo sceglie in base a caratteristiche tecniche. Il mercato dell'auto segue lo stesso criterio, ci sono colori e modelli espressamente indirizzati al pubblico femminile. Sulla differenza tra uomo e donna direi che nel 2012 non abbiamo dubbi e forse si potevano evitare le dissertazioni sul mondo animale. Lo scalpore in rete è anch'esso una trovata pubblicitaria come un'altra, il fatto che se ne discuta e che crei scalpore è già di per se una conferma della riuscita del progetto.

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    1. Perfettamente d'accordo con te. Prova però ad affrontare la questione con qualsiasi donna, o giù di lì... e scoprirai che non se ne parla mai abbastanza di differenze. Anche perchè i media tutto fanno tranne sottolineare quello su cui tu non hai dubbi (e nemmeno io), ma sulla cui negazione si sta costruendo, da almeno 40 anni, una risibile e crocifiggente visione del mondo e dei rapporti fra i sessi.
      Se me lo consentite ritengo doveroso sottolineare che meravigliarsi di penne rosa e magari più sottili, meno lunghe o che so io (magari mero marketing) o, peggio, vedere in esse una minaccia alla dignità della donna è fenomeno che rimanda a complessità ben maggiori. Pertanto inquietante.

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  5. Io non lo vedo così inquietante.... cioè non ritengo sia inquietante la posizione di un manipolo di pseudofemministe che si sentono minacciate da una penna ne qualche articolo che ho letto di giornalisti di poco spessore in cerca del colpo ad effetto. Chi è che si meraviglia di penne rosa e più sottili nel 2012? Non è una novità che esista un mercato differente per sessi differenti. Nessuna persona di buon senso e media cultura può scambiare i più elementari meccanismi del marketing per un processo di involuzione culturale. Se poi vogliamo approfondire sarebbe invece più interessare verificare l'impatto sulle vendite delle famigerate penne rosa, di questa campagna mediatica femminista, che secondo me è semplicemente montata ad arte dalla casa madre ed ha sortito l'effetto voluto, purchè se ne parli....

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    1. A volte non sono così ottimista... ho avuto modo di sperimentare quanto alcune tematiche siano ormai taboo... ho anche dei seri dubbi che per cosine così, sempre esistite (ad esempio i famigerati Uniposca glitter), si ordiscano sofistticate trame di marketing "redazionale" ed online. posso anche sbagliare, ma è la mia sensazione.

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  6. Invece anche per cose più stupide si ordiscono trame sofisticate alle quali lavorano moltissime "menti", se solo pensi che nel campo pubblicitario lavorano anche psicologi e sociologi questo ti dice che nulla è lasciato al caso, neppure eventuali reazioni "negative" che poi magari tornano utili allo scopo... prova a metterti nei panni del Signor Bic: un oggetto come una stupidissima penna rosa per altro un modello identico ad altre già esistenti sul mercato, ma presentata come esclusivamente femminile per le motivazioni addotte (mani piccole, colori accattivanti) acquisisce visibilità. Si fosse chiamata Sbirulina anzichè For her non se la filava nessuno questa penna....It's only business, non ci vedo preoccupanti risvolti culturali, però questa è solo una mia idea. :-) Have a good evening!

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    1. Se fosse come tu dici ci sarebbe un freno al numero di film in cui giovani ed esili donne imbracciano ak-47 nel mentre che saltano da palazzi :)
      Oppure qualcuno, ogni tanto, farebbe almeno notare la cosa.
      Alla stessa maniera non molti sanno perchè non ci sono campioni di nuoto o di pallanuoto tra gli uomini di colore... eppure un motivo preciso c'è.
      La verità è che sull'indistinto assoluto si è comunque costruito un modo intero di pensare la realtà. Che non si limita alle fiction o al marketing.
      Per me non è solo business. E' una temperie culturale.

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  7. Una nota al margine: almeno un campione di nuoto di colore esiste, si chiama Cullen Jones, ha nuotato in staffetta 4 per 100 stile libero con, fra gli altri, Michael Phelps, piú noto, vincendo un oro.

    Ci sarebbe anche Maritza Correia che pure ha vinto titoli di un qualche rilievo (un oro e due bronzi nel 2001, un oro nel 2003, un oro e un argento nel 2004)

    Poi ci sarebeb Jason Dunford, keniota.

    D'altra parte, é di pochi giorni fa la notizia per cui uomini e donne vedono diversamente. Le donne vedono piú colori, gli uomini vedono dettagli e movimenti.

    Questo per dire una cosa: la scienza sostiene (non sorprendentemente) che uomini e donne siano diversi. E anche che i neri abbiano una maggiore densitá ossea (un uomo nero medio avrebbe circa 300 gr di ossa in piú rispetto a un bianco medio)

    Io presterei attenzione alle conseguenze che vogliamo trarre da quese differenze.

    Ad esempio, che i neri non possano essere campioni di nuoto, é una conseguenza con la quale non concordo.

    Intanto perché campioni di nuoto neri ci sono. Poi perché esistono fattori diversi da quelli organici (culturali e socio economici) per spiegare la cosa. Almeno per i neri americani.

    Per quelli africani potrebbero essercene altri (economia, disponibilitá di piscine)

    Ancora, la diversa densitá ossea, sebbene non favorisca il galleggiamento, potrebbe favorire altre abilitá utili nel nuoto (stabilitá, assetto).

    Mentre, dalla differenza di percezione visiva, non so quale conseguenza vorremmo trarre.

    Allora se vogliamo sottolineare una temperie culturale, facciamolo a ragion veduta, senza opporre a quella un'altra temperie culturale, non meno problematica.

    Per chiudere con un paio di note positive, io personalmente ho avuto l'opportunitá di conoscere di persona un ex nuotatore agonistico senegalese, nero come il mogano, attualmente musicista nei "Tamburi di Goreé" e sebbene non lo abbia sottoposto a una prova in vasca, sono comunque rimasto favorevolemnte impressionato dalla persona in generale, nel corpo e nello spirito.

    Ho anche avuto modo di conoscere da vicino una di quelle femministe revansciste che con l'etá ha riconsciuto l'opportunitá non solo di riconoscere ma di coltivare la differenza, esponendosi alla critica delle ex compagne di militanza. Anche se nella sostanza ha conservato la sua impronta ribellista, rivendicativa e revanscista.

    Insomma dobbiamo proprio scegliere fra opposti revanscismi ?

    Viva le differenze ! Abbasso le discriminazioni !

    Augh ! Ho detto !

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    1. Ma se uno dice che nel basket diventa sempre piu' raro trovare un campione bianco. oppure nei 100 metri olimpici, non dice la stessa cosa?

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    2. Si infatti è la stessa cosa.
      L'nba è per l'80% giocata da neri. Idem dicasi per Ncaa, Wnba ecc. Ci sono caratteristiche fisiche che sono indispensabili ai giocatori di basket ma sicuramente incidono anche tradizioni e cultura. Bianchi ad altissimi livelli nel basket ce ne sono ma sono una minoranza. Il basket è sempre stato per gli afroamericani come per noi italiani il calcio, come da bambini tutti abbiamo passato pomeriggi in campetti improvvisati a tirare calci ad un pallone, così in america ogni casa ha un suo canestro nel cortile sul retro e ogni strada ha un suo campo per quanto spartano. Nel ciclismo, come nel già citato nuoto, ci sono eccezioni ma nella norma pochi campioni di colore. Le caratteristiche fisiche che rendono bianchi e neri più o meno competitivi in uno sport o nell'altro sono basilari, questo è innegabile. Lo stesso dicasi per uomini e donne (per tornare all'argomento principale) che hanno una fisicità diversa e non possono competere ad armi pari in alcune discipline (ma in altre si). Poi tradizione e cultura fanno il resto.

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    3. Caro anonimo, si dice la stessa cosa.

      L'abate ti sará grato per questo tuo intervento cosí sintonico con il suo sentimento. In piú rispetto a lui tu riesci ad essere lapidario.

      Mi avrebbe fatto piacere raccogliere gratitudine per cotanta indagine che ho generosamente postato qui.

      Della quale ritengo che rinforzi l'argometo dell'abate. L'esattezza di fatto di certi "assunti" non é un formalismo. A meno che non vogliamo opporre i nostri assunti, a quelli altrui.

      Come quei fondamentalisti islamici che organizzano dimostrazioni con striscioni, megafoni e slogan del tipo "morte alla libertá di parola".

      Per non parlare della questione di stile: per l'argomento del vuoto isterico di certe temperie culturali dobbiamo proprio reintrodurre argomenti che furono razzisti, sebbene con ragioni diverse ?

      Non possiamo trovare una retorica meno controversa e esposta a distorsioni, fosse pure involontarie ?

      Dobbiamo proprio porgere il destro di farci dare dei razzisti e maschilisti, sebbene acribicamente ?

      Per fortuna la scienza e l'accesso alle informazioni ci consentono di correggere la rotta, quando ci avviciniamo troppo agli scogli, e andare in porto col nostro argomento.

      Che nel caso di specie, condivido. Il femminismo delle origini fu diverso da quello rivednicativo che poi si é affermato.

      Si spese su questo un mio riferimento culturale importante che é Luigi De Marchi. Al momento peró non sono in grado di produrre una citazione.

      In futuro, chissá

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  8. Ho dimenticato il link sulle condizioni culturali e socio economiche pr le quli i neri amricani non nuotano.

    Eccolo http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-11172054

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  9. Bambina, a rigore, le eccezioni che esistono, insieme al dato culturale e socioeconomico, a mio modesto avviso, gettano ombra sulla indiscutibilitá delle differenze fisiche.

    Come tu stessa osservavi, ogni villetta ha un canestro. Allo stesso tempo, i neri non nuotano per ragioni storiche (culturali) ed economiche, come spiega l'articolo che ho citato.

    Magari quei neri che hanno successo nel nuoto non sono cosí fisicamente diversi dai loro simili. Non sono mulatti, per dire. Magari hanno solo goduto di condizioni diverse.

    Come i bianchi nella pallacanestro.

    Ricordo un ragazzo bianco alto circa due metri e 20, io ero seduto e lui in piedi e la mia faccia era all'altezza delle sue pelvi. Queste coincidenze mi rimangono impresse.

    Ma non penso fosse un giocatore professionista di pallacanestro. Non foss'altro che magari per lui la pallacanstro non é una delle poche possibilitá attraenti di riscatto socioeconomico.

    O dobbiao spiegare tutto SOLO con la razza ?

    Fra l'altro la maggiore densitá ossea e muscolare sembra essere dimostrata. Anche se vale solo per alcuni ceppi.

    In questo caso peró i distinguo sono importanti perché l'argomento é sensibile.

    A causa della sensibilitá dell'argomento dire che i neri tout court non raggiungono risultati rilevanti nel nuoto mi pare inopportuno.

    Fosse anche solo per ragioni di stile.

    Perché la prossimitá col sentire di chi vorrebbe far dicendere dalla differenza razziale sgradevoli conseguenze sociali é pericolosa, per Corporeus Corpora.

    Le femministe infoiate dello scandalo per la Bic rosa direbbero per prima cosa che cosí come coi neri, l'abate vorrebbe far discendere dalla differenza fra uomini e donne conseguenze non del tutto condivisibili.

    Mi son sentito di prevenire questo facile incidente, tutto qui.

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  10. Forse ti devi rileggere il mio intervento o improvvisamente ho perso padronanza della lingua italiana. Non mi sembra affatto di aver detto che TUTTO si spiega con la RAZZA. Anzi tutt'altro ho parlato di tradizione e cultura, e nella tradizione di determinati sport c'è riscatto sociale ma rappresentano anche forme di aggregazione sociale e molto altro, non vorrei dover fare una dissertazione sociologica. Mi sono permessa di specificare, da esperienza personale, che ogni sport richiede caratteristiche fisiche diverse, spesso alcune razze/sessi/nazionalità sono più prediposte di altre ad avere certe caratteristiche o praticare certi sport, non ho detto sia sempre così.
    Non è una mia opinione ma un dato di fatto verificabile che ci siano pochi campioni di colore di alto livello nel nuoto ( tu stesso hai tirato fuori a malapena due nomi) o nel ciclismo, come ci sono meno campioni bianchi di basket, e nella finale dei 100 m quanti bianchi ci sono? Non è una mia opinione che un uomo sollevi nella norma più kg di una donna. I canadesi, i finlandesi, in generale i nordici prevalgono in alcuni sport a malapena esistono da noi, tradizione e cultura diverse, creano anche una predisposizione mentale e fisica a determinati allenamenti. Ci sono mille differenze sociologiche/economiche/sociali e ci sono ANCHE differenze fisiche tra sessi e razze(e....anche non vuol dire esclusivamente).
    Questa frase in risposta al MIO intervento la giudico davvero offensiva e fuori luogo "la prossimitá col sentire di chi vorrebbe far dicendere dalla differenza razziale sgradevoli conseguenze sociali é pericolosa".... e mi permetto di farvi notare che in questo blog ogni opinione che discosta dalla vostra viene bersagliata costantemente, e non mi riferisco solamente alla mia. Avere un blog significa anche essere disposti ad accogliere opinioni altrui, se poste educatamente, senza l'arroganza di chi pretende di avere la verità in mano. Comunque per evitarvi di prevenire incidenti futuri ringrazio per l'opportunità di aver pubblicato i miei commenti e vi saluto

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    1. Avevo scritto "... direbbero per prima cosa che cosí come coi neri, l'abate vorrebbe far discendere..."

      Il tuo, di intervento, era, per un breve istante, in secondo piano.

      Quanto al darsi addosso, come vedi non ci lesiniamo osservazioni fra di noi ma ti stupirá che abbiamo l'accortezza di non dare del razzista con leggerezza a nessuno, oltre a cercare di non farci dare dei razzisti con leggerezza da nessuno.

      I dati di fatto li abbiamo riconoscuti e discutevamo di dove tracciare la linea.

      Che i neri nuotatori siano pochi é un fatto. Che la cosa si spieghi con la razza lo ridimensionerei. Perché che esistano eccezioni e la non inclinazione al nuoto, vuol dire che se sono pochi non é per la razza o lo é in misura minore.

      Sui centometristi non so, ora non mi va di indagare.

      I commenti qui sono aperti, anche agli anonimi, e non moderati.

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  11. Quoto Bambina e come ho già avuto modo di scrivere in precedenza (vedi mia risposta a commento a JEff) qui c'è poca tolleranza per punti di vista diversi dagli autori, per quanto come nel caso di Bambina siano sicuramente appropriati e puntuali. L'autore insiste col non volere spiegare tutto con la razza che è un concetto già chiarito adeguatamente ed esaurientemente da Bambina. Quanto a dare del razzista (anche allusivamente) certi termini dovrebbero essere usati con moderazione e soprattutto non a sproposito.

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    1. A proposito di concetti adeguatamente chiariti, qui non si é dato del razzista, nemmeno velatamente, a nessuno, neanche all'abate. Si é paventato il rischio dell'equivoco.

      A proposito del cosa si spiega con la razza, l'esiguitá di eccellenze nere nel nuoto si puó ragionevolmente spiegare con argomenti diversi dalle differenze fisiche. O no ?

      Ho solo fatto un appunto. A proposito di intolleranza.

      Quanto alla intolleranza, mia e altrui, sono lieto di soddisfare i nostri commentatori regolari.

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  12. E' dimostrato che le prestazioni intellettuali non sono significativamente diverse, date condizioni comparabili e questo pone fine a qualunque discussione sulla superiorità intellettuale e quindi morale di una etnia rispetto ad un’altra.

    Ma è altrettanto evidente che nei 100 metri c’è stato solo 1 bianco nella storia dello sport a correrli in meno di 10 secondi nel 2010, è il francese Cristophe Lemaitre.
    Eppure non mi pare che i bianchi abbiano scarsità di mezzi.
    Nel nuoto ci sono stati solamente tre grandi nuotatori neri, uno di questi, che è anche il secondo nero americano ad aver migliorato un record mondiale, già qui citato Cullen Jones, che è anche a Londra. Eppure il nuoto non è certo attualmente uno sport d'elite, per ricchi.

    Detto questo solo i subumani (loro sì) razzisti possono partire per la tangente con discorsi come questi, da parte mia so pensare che i neri siano generalmente più esplosivi dei bianchi nei 100 m senza fare chissà quali teoremi che ci riporterebbero dritti al 1940.
    Parlare di differenze genetiche tra razze/gruppi etnici non significa essere razzisti.

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    1. A parlare di differenze genetiche si corre il rischio di esser presi per razzisti e bisogna parlarne con cautela. E' l'ultima volta che lo scrivo.

      Sui 100 metri non so, sul nuoto c'è ragione per dubitare che la differenza fisica centri nulla. L'articolo della BBC che ho citato dice esplicitamente che i neri americani percepiscono il nuoto come elitario. Oltre ad altre cose.

      Sui 100 metri non ho indagato e finché non avrò indagato non prenderò per buono il vostro assunto.

      Questa cosa del nuoto è, semplicemente, scorretta. L'evidenza che dite non c'è o è tropppo esigua.Non è un giudizio scientificamente fondato, è un mito, o, se preferisci, un pregiudizio.

      Capita di averne, anche ai migliori, stavo cercando di dare una mano.

      E a parlare di ste cose non ci si può peremttere di essere scorretti.

      Poi, prendo atto che io non posso dare del razzista e tu si.Anche del subumano.

      E vabbé. Come nei fili diretti di Radio radicale, qui scrive chi vuole.

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    2. Se non volevi che scrivesse "chi vuole" potevi farti un blog riservato dove scrivere e farti i commenti da solo no?

      Secondo, io non ti ho dato del subumano, ma se ti senti compreso nella categoria chi può saperlo meglio di te. E' da ieri che state tacciando di razzismo e acribia persone che hanno fatto commenti assolutamente civili, dignitosi e per nulla scorretti per quanto condivisibili o no. La stessa cautela che ti preoccupa tanto dovresti usarla prima di insultare la gente bollandola come razzista.

      La Treccani alla voce "razza" distingue in in categorie le razze e propone una bella documentazione scientifica ad avvalorare la questione
      http://www.treccani.it/enciclopedia/razza_%28Enciclopedia-Novecento%29/
      forse vorrai dare dei razzisti pure a loro perchè ovviamente pronunciare/scrivere la parola razza, per alcuni limitati e prevenuti pensatori, è già di per sè razzismo.

      Per altro ho trovato più razzista la tua affermazione "ho avuto l'opportunitá di conoscere di persona un ex nuotatore agonistico senegalese, nero come il mogano, attualmente musicista nei "Tamburi di Goreé" e sebbene non lo abbia sottoposto a una prova in vasca, sono comunque rimasto favorevolemnte impressionato dalla persona in generale, nel corpo e nello spirito." come se fosse una cosa da evidenziare che un ex nuotatore senegalese possa essere pure una gran persona nel corpo e nello spirito. Sicuramente le tue parole son state travisate ma è davvero un'affermazione che suona di pessimo gusto.

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    3. Va bé prendo atto che non l'avevi con me. Tu invece hai difficoltà a prendere atto che io non ho dato del razzista a nessuno.

      Ovviamente le mie parole sul nuotatore senegalese sono state travisate, come altre, e non mi dilungo in spiegazioni inutili.

      Le opinioni espresse civilmente evidenziavano, secondo me, un pregiudizio. I dati suggerirebbero che la razza con le prestazioni nel nuoto non centra nulla. Ma anche su questo sembri avere problemi.Almeno un'occhiata all'articolo della BBC la potevi dare.

      La treccani che citi con tutta questa discussione non centra assolutamente nulla.

      Non avete constatato che le razze esistono. Del resto io stesso avevo riconoscuito l'esistenza di differenze fisiche.

      Avete spiegato con la razza le prestazioni nel nuoto, ostinandovi a trascurare dati altri.

      A questo punto le ragioni dell'ostinazione mi interessano fino a un certo punto. Sono comunque deprimenti

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  13. Non mi sembra che nessuno abbia spiegato con la razza le prestazioni del nuoto anzi tutti si sono affannati a spiegare che le caratteristiche genetiche sono una parte del tutto. Forse mi è sfuggito qualche commento ma credo di averli letti tutti con attenzione compresi i link di ognuno. Che esistano le etnie lo sappiamo tutti e affermarlo non è necessariamente la premessa di istinti razzisti.

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  14. (1) Perdonatemi l'assenza, viaggio da lunga pezza... per fortuna ora posso leggere...
    Ma pensa che te polverone si è creato per due penne BIC... allora l'assunto di partenza del pezzo, quello per cui l'argomento è ferocemente sensibile e quindi, nonostante ciò che è stato affermato da alcuni commentatori in precedenza, per nulla pacificato, è vero. Non di due penne BIC si tratta... ad ogni modo avevo scritto:

    "Acthung! Con questo non esprimo un giudizio di valore sulle qualità di uomini o donne, per stabilirne una posizione sovraordinata o sottordinata rispetto ad una scala: non c'è un meglio nè un peggio. Anzi, non c'è manco la scala...
    Esistono diversità che la natura ha creato per scopi tutti suoi nel corso di milioni di anni.
    Ed esiste una parità di diritti, conquistata con grande fatica, che in nessun modo deve essere intaccata.
    Ma questa notte in cui tutte le vacche sembrano nere deve passare. E' il tempo non dico del sole meridiano, ma di un bagliore d'alba, quello si. "

    Non è bastato. Anzi non sarò stato chiaro e chiedo venia. Anzi, in teoria siamo qui per chiarirci... Cercherò, però, di essere icastico, a differenza che in passato.

    @ Catograham,

    amico mio, vi fu un tempo in cui le differenze che ciascuno ebbe sotto gli occhi dalla notte dei tempi divennero fonte di discriminazione e razzismo e violenza e follia.
    Quel tempo è vicino, forse troppo. Eppure la mia presunzione è quella di superare un indistinto che, a mio giudizio, fu necessario... ma che oggi, avendo adempiuto la sua funzione, almeno in alcuni contesti di cui mi auguro questo sito faccia parte, dovrebbe poter essere affrontato con più serenità.
    Negare le differenze, quando palesi, è correre il rischio di ridicolizzare un discorso che è invece molto serio: quello della parità di dignità e di diritti senza distinzione di sesso, razza, religione, inclinazioni, colore.
    Mutatis mutandis, potrebbe accadere quel che succede puntualmente con le campagne prevenzione stupefacenti: i ragazzini si senton dire che se fumi erba ammazzi la nonna o sei un reietto della società... si girano e vedono l'avvocato di papà che si compra la "bianca" e la gente gli riserva il tavolo al ristorante... e si mettono a ridere... quando invece il discorso "droga" ha un notevole significato proprio tra gli adolescenti. Solo che va portato avanti secondo "realtà" e non "didascalia".
    A me non fa paura un mondo in cui ci si percepisce per quel che siamo, "diversi ma uguali"... mi fa paura che si racconti invece che non vi sono differenze, perché nella vita poi si incontrano. L'averle negate ab origine potrebbe trascinare verso giudizi di "falsità" riguardo proprio a quel che nessuno vorrebbe, cioè le idee di uguaglianza e di pari dignità per tutti.
    Credo insomma che la verità renda liberi, non altro. Probabilmente ho caricato troppo la parte "genetica", ambiente e cultura contano altrettanto, in una dialettica infinita. Grazie per averlo ricordato a chiarissime lettere. Ma dire che non siamo anche quel che furono i nostri avi e che volle madre natura credo sia temerario. Tutto qui.

    @ bambina

    Forse siamo stati un po' drastici. Cato ha l'argomento molto a cuore, io ho reagito con durezza alla supponenza di chi, con malcelato sarcasmo, commentava la carenza di "sistematicità" e di comprensione del "sistema di relazioni" retrostante.
    Quando non avevo messo in discussione né marketing né altro: supponevo invece, diversamente da te, che alcune idee siano al momento dei taboo che occorre spezzare, proprio per salvare la grande verità che dietro vi si cela e che potrebbe finir gettata via con l'acqua sporca.
    Ti chiedo venia per la mia irruenza. A Cato, se vorrà, toccherà il suo.
    I tuoi interventi son preziosi e non perché, incidentalmente, puoi aver corroborato la mia tesi. Ma perché frutto di pensiero vero e ben esposto. A mio parere.

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  15. (2)
    @ Marco L

    Io non ho tacciato di "razzismo" nessuno, anzi per poco non si è tacciato me di ciò :) Non mi pare che l'abbia fatto nemmeno Cato.
    Di acribia certamente. Ed ho ripetutamente esposto il perché.
    Infine, la discussione su tematiche "scabrose" come questa, generate, secondo l'impostazione di Corporeus corpora, dalla ricerca del senso "diverso" di alcune notizie, causano sempre violente reazioni... e se vuoi saperla tutta, prova a vedere che accade in altri siti che by istance toccano fatti "caldi" e scoprirai, se già non lo sai, che il discorso è un'accozzaglia insulti ingiustificati, di tesi raramente corredate di argomentazioni e via dicendo...
    Qui ciascuno ha portato le sue ed ovviamente il discorso, invero pericoloso, si è acceso.
    Io la trovo una ricchezza, altro non saprei che dirvi.

    @ Anonimo

    Concordo.

    P.s. Per l'icasticità, alla prossima :)

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  16. Hanno ragione a censurare la BIC, non sarebbe moderno pubblicizzare un oggetto per sole donne, viste le sue caratteristiche, per ergonomie e design, femminili; bisogna sempre cercare un modello di donna più simile a "tomb rider" e di uomo a "ricky martin" o "george clooney"...altrimenti non è progresso, le femministe impazzano ed i presidenti della regione non possono colmare le istintive voglie di shopping in cartoleria senza paura di essere "svelati".
    Già, caro Abate, sto indice è alla ribalta, mentre la luna brilla per un pubblico sempre più ristretto e stigmatizzato.

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    Risposte
    1. Tiger tiger burnin' bright
      in the forest of the night
      what immortal hand or eye
      could frame thy fearful simmetry...
      :)

      Eh si, il punto è proprio quello. Sai, però, io credo nella Storia, la grande riequilibratrice. Dobbiamo fare attenzione però, non dimentichiamoci come finisce Orfeo nell'omonimo mito ;)

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