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lunedì 10 settembre 2012

Aldo Palazzeschi ci insegna il "controdolore": ricetta squisita contro ogni acribia

Il giovane (e fantastico) Aldo

Ecco a voi uno dei documenti più semplicemente e definitivamente rivoluzionari della cultura europea di inizio secolo.

Autore quel gran geniaccio dandy e tuttofare, che fu Aldo Palazzeschi.

Avrei più volentieri linkato wikipedia sull'argomento, non foss'altro che per numero di link e mole di nozioni, ma per un buon sistemico, come vuolsi debba essere un autore, Treccani è molto più fondata.
Nel manifesto, talmente ben nascosto da essere sotto gli occhi di tutti, un pò alla maniera della lettera nascosta all'ispettore Dupin, c'è tutto quel che serve per salvare l'Italia ed i cittadini, noi inclusi, dai suoi infiniti mali. Inclusa l'acribia, strabica e fuori luogo, di buona parte degli alfabetizzati.

Buona lettura.


IL CONTRODOLORE
29 dicembre 1913


"Dio non à né corpo, né mani, né piedi, è un puro e semplicissimo spirito".
Ma chi volle dare un'immagine agli uomini di questo fattore dell'universo, dovette servirsi di una immagine umana e ce lo fece vedere uomo. Fu un omone grande grande, o nudo, dalle membra e dai muscoli ciclopici, o con un magnifico peplo e con sandali, con capelli e barba meravigliosi, con l'indice titanico della mano levata in aria terribile di comando: luce o tenebre, vita o morte.
Se uomo volete raffigurarvelo, per comodità del vostro cervello, questo spirito supremo ed infinito, perché grande, quando voi dovete forzatamente fissare dei limiti a questa grandezza? La vostra non potrà mai arrivare alla sua, dunque pensate addirittura ad un uomo come voi e sarete al vostro posto. Perché in peplo e non in tait? Perché in coturno e non con un comune paio di scarpe walk-over? Perché un'immagine seria e relativamente grande è più facile di una relativamente piccola e allegra. E' il suo spirito che voi dovete riuscire a scoprire; il suo corpo, che non esiste, potete raffigurarvelo come vi pare e piace.