domenica 5 agosto 2012

Ultimo tango per l'Ostello della gioventù: La Capitale inospitale

Il problema dell’Ostello della Gioventù di Roma, dopo la “forzata” chiusura della storica struttura AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) del Foro Italico, è ormai un deficit cronico che di fatto lascia la Capitale d’Italia priva di un riferimento concreto e affidabile per la politica dell’accoglienza giovanile, sociale e low cost. una grave carenza per la Città eterna e per l’intero sistema turistico nazionale e internazionale.
Per sollevare l’interesse e sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni (romane in primis) sulla questione, l’AIG ha avviato una campagna di comunicazione sui principali media italiani, che prevede le prime uscite già a partire da domani.
È un’azione propedeutica che prevede prossimi incontri, convegni e tavoli di concertazione, indispensabile e urgenti per arriv are ad una rapida soluzione.
L’assenza di un Ostello a Roma costituisce una vera e propria “vergogna” per il disagio e il disorientamento che determina nei confronti dei viaggiatori, soprattutto giovani, di tutto il Mondo, in particolar modo in questo momento di crisi economica. Genera poi un danno economico e d’immagine per la Città e per il Paese che, di fatto, voltano le spalle ad un prezioso target. Va ricordato, infatti, che fino a quando era attivo l’Ostello AIG del Foro Italico si registravano oltre 100.000 presenze all’anno.

Ostello a Zagarolo
Ufficio Stampa
Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù

Eh già, la capitale d'Italia non ha più un solo Ostello della gioventù e ciò spiace... Corporeus corpora pertanto sposa la causa della riapertura in luogo idoneo di una struttura fondamentale per il turismo giovanile.
Andando a sbirciare sul sito nazionale dell'AIAG scopriamo infatti che la più vicina si trova a Zagarolo. Certo, non proprio dietro il Colosseo.  
Ci si può però consolare pensando che Zagarolo è la famosa cittadina dell'"Ultimo tango":


 

giovedì 2 agosto 2012

Ultim'ora - La vandea, storia insegna, non dura all'infinito: guai per i confederali a Taranto

Grandi problemi per i sindacati confederali, tutti a Taranto, dalla Cisl alla Fiom.
Appena Maurizio Landini ha preso la parola in piazza della Vittoria, Taranto, dopo tante sciocchezze pronunciate in precedenza sul palco, un gruppo di ambientalisti tarantini, non contrastato dalla folla dei lavoratori, ha fatto irruzione con microfoni e fumogeni ed ha interrotto il comizio, ripreso a fatica dopo lungo tempo, privo di molti esponenti di rilievo.

In futuro V: ampliamenti della metro Romana, ma prima un pò di musica del posto...

Nell'attesa di pubblicare ulteriori approfondimenti seri e pensosi, ci prepariamo in musica ad un post sulla metro romana. 


Roma è una capitale sinceramente mediterranea. Non possiede pertanto alcuna caratteristica di modernità, efficienza, proiezione nel futuro. Le opere pubbliche ivi realizzate galleggiano in un mare di difetti di progettazione, scarsa qualità della messa in opera, rapido degrado, ambiguità degli scopi.
Non fa eccezione il nuovo tratto della metropolitana, di fresca inaugurazione. Sarà importante parlarne, quando i nostri corrispondenti romani lasceranno Fregene per fornirci dati puntuali.
Nel frattempo vogliamo rimanere a Roma e suggerirvi qualche "talento" musicale, nato all'ombra del cupolone, frutto di una sapiente integrazione tra dimensione cittadina delle periferie, musiche contemporanee (hip hop, rap), incontro tra etnie diverse, disagio giovanile. 
Un pò Eminem, un pò Alliance Etnique. Per intenderci. Ma proprio per intenderci. 
Il tutto allo scopo di meglio comprendere la dimensione capitolina.

Ecco a voi Spitty Cash, Simoncino, Baby G. Crema.









mercoledì 1 agosto 2012

Black bloc a Taranto? Finalmente un pò d'aria vecchia...


...i black bloc: a Taranto no pasaran!
Giorni fa titolavo "Speciale: dalla vandea dello statalismo industriale dirigista...". Che pacchia per i reduci anni '60 e '70: incontro tra disoccupazione manuale, intellettuale, i partiti in serie difficoltà a gestire le clientele, la crisi internazionale, un attentato misterioso (molto più di quanto si pensi) a Brindisi , FIOM, Digos, ministri... Bene, in questa vandea che sventola di fronte ai nostri occhi i fantasmi del passato, l'industria pesante ex IRI, le tute blu, la FIOM, le marce, i sit - in, le veglie di preghiera... potevano mancare forse i black bloc?

L'ing. De Marzo li sfida

Certo, non vantano un passato così glorioso come Autonomia Operaia ed altre sigle d'antan.. però ci sono i fasti di Genova, alcune spedizioni NO-TAV, amicizie con l'anarchia greca attualmente in grande spolvero, come del resto i movimenti antagonisti spagnoli e la vecchia rete giovanile dell'internazionalismo socialista.
E' un pò che non li vediamo più, francamente ci mancavano assai. 
Forse i tarantini avranno addirittura la fortuna di incontrarli di persona. 
Almeno è ciò che paventa l'ingegner De Marzo, ex dirigente ILVA, da anni passato al fronte più ambientalista e presidente di Alta Marea. Ecco qui una sua missiva al prefetto di Taranto ed ai media locali:
Al sig. Prefetto di Taranto e per conoscenza alle redazioni di stampa e TV.
  
Abbiamo raccolto voci circa la sussistenza di seri rischi di "contaminazione" durante le prossime manifestazioni a Taranto ed in particolare sulla presenza di black block che potrebbero mettere a ferro e fuoco la città già parecchio preoccupata per quanto sta accadendo.
Chiediamo di voler verificare l'attendibilità di tali voci e di valutare l'opportunità di emanare opportune misure in via preventiva vietando l'ingresso in città di "estranei", sotto qualunque veste
31 luglio 2012 - Biagio De Marzo (Presidente di Altamarea), in particolare nei giorni dal 1 al 3 agosto p.v.

Chi vincerà?

Mentre il vescovo Santoro veglia, il ministro apre solo il terzo occhio. E chiude gli altri due...

l'occhio dell'immaginazione del ministro

Un pensiero poetico 


L'arcivescovo metropolita di Taranto, monsignore Filippo Santoro, non è uomo (e prete) da ronfare mentre intorno a lui la casa brucia, nel pieno spirito della TDL. Un bella veglia collettiva di preghiera è presto detta e fatta. E la cittadinanza, d'antica pietà cristiana (orientale, prima ancora che romana) non farà certo mancare la sua presenza. Quello che un pò colpisce è l'adesione immediata delle sigle confederali alla suddetta veglia. Un mix di cattolicesimo e di sindacalismo, non nuovo nella storia italiana, che in questi giorni sta dando la massima prova di sè nel capoluogo ionico. Anche estetica.
L'arcivescovo di Taranto, Monsignor Santoro
Il ministro Clini, invece, dopo il colpo di coda consistente nella richiesta di rapido riesame dell'ordinanza di sequestro ILVA, sta lentamente richiudendo gli occhietti di fronte ad un mondo che evidentemente non gli piace e che parrebbe molto diverso da come se lo rappresenta. Dico ciò non tanto perchè solo dal ministro apprendiamo che c'è una furiosa concorrenza tra gli acciai italiani e quelli francesi e tedeschi, che già anni fa improntarono la loro rotta sulla qualità, a differenza nostra - vedi nel post precedente.
Ma soprattutto perchè secondo Reuters, sostiene  che:
"Il Protocollo per lo sviluppo sostenibile di Taranto... prevede investimenti per 366 milioni finalizzati alla bonifica e alla riqualificazione ambientale di aree esterne agli impianti industriali", ha detto Clini.
"Non è previsto un solo euro a favore di Ilva, perché sono a carico di Ilva gli interventi che l'impresa ha già realizzato (oltre un miliardo di investimenti) e che dovrà realizzare sulla base delle autorizzazioni ambientali e dei piani di bonifica stabiliti dal ministero dell'Ambiente d'intesa con la Regione Puglia".
Quindi la somma indicata, 336 milioni di euro, dovrebbe essere spesa nella bonifica di non meglio specificate "aree esterne agli impianti industriali", mentre lo stabilimento dovrebbe fare da sè, essendo a suo carico gli interventi già realizzati (!) e che dovrà realizzare.