E' asciut' pazz' o' padron...
(ai fini di una compiuta esperienza multimediale, si suggerisce di leggere il testo dopo aver dato il play al brano, quale migliore colonna sonora possibile...)
Il ministro Clini supera se stesso. Come e perchè questo governo giunge ormai all'eversione. Ragioni di fatto e di diritto perchè Napolitano non firmi il fantomatico "emendamento interpetativo".
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| Presidente, non firmi!!! |
Delle incongruenze, contraddizioni, mezze verità, falsità che Corrado Clini ha offerto al popolo italiano in questi mesi abbiamo tante volte scritto.
Oggi purtroppo si giunge a dichiarazioni eversive dell'intero sistema giuridico e politico.
E ciò avviene quando oltre ai contenuti anche la forma, che nel diritto è sostanza, viene irrimediabilmente calpestata. Dal corriere del mezzogiorno le parole di Clini :
«il Consiglio dei ministri ha deciso che il Governo presenterà un emendamento "interpretativo" al decreto salva-Taranto. Con l’emendamento si chiarisce che la facoltà di commercializzazione dei manufatti da parte dell’Ilva, riguarda anche quelli prodotti prima dell’entrata in vigore del decreto salva-Taranto e attualmente sotto sequestro».
La vicenda processuale, sebbene ancora in fase preliminare, per quel che riguarda le decisioni della magistratura requirente e giudicante, riguardo alle ipotesi di crimini e di danni in corso ed i provvedimenti cautelari ad essi riferentesi, è definita da lungo tempo.
Su di essa è intervenuto il governo con una decreto che sovverte l'ordine dei valori costituzionali di dignità umana e diritto all'impresa ed al lavoro. Per di più incidendo direttamente su provvedimenti esecutivi emessi dagli organi competenti, in campo penale. Ma adesso si va oltre...
Scrivevamo pochi giorni fa:
Qui a seguire il decreto pensato per l'ILVA, allo scopo di subordinare salute e vita alla produzione, al lavoro ed al profitto. Poichè non è affatto impossibile fermare e poi riprendere dopo i necessari interventi, si tratta ovviamente di una scelta valoriale di cui prendiamo atto. Certamente non scevra di conseguenze.
Ed anche, altrove:
Nel frattempo il ministro Clini si produceva in interventi di grande pochezza, come sempre sottaciuta, presso reti televisive.
Nonchè, in combutta con Mario Monti e tanta politica italiana, nel famoso decreto, forse oggi controfirmato.
Di ciò tratteremo in apposito post, ma sin d'ora tutto si manifesta con le caratteristiche dell'ennesimo aborto di un potere logoro, pavido, ipocrita e con gravi problemi di sovranità. Poichè le norme ordinarie di competenza non sono state intaccate, esso non interrompe nemmeno il corso delle indagini, nè necessariamente i provvedimenti ad esse relativi. Aprendo prospettive di impugnazioni per anticostituzionalità destinate a scuotere alle fondamenta il nostro già deprivato sistema normativo. Quanto tempo sprecato...
Questo è appunto l'apposito post. Attendevamo giusto che le cose andassero dove credevamo.
Bene, cioè male. Veniamo al dunque.
