mercoledì 30 gennaio 2013

ILVA: AIA che male II - Fumo negli occhi da Azienda e ministri. A mezzo stampa.

diagramma della strategia IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control)

Continua la cortina di fumo pro ILVA. 

Dopo First, dopo la Corte Costituzionale, ecco la Gazzetta del mezzogiorno. 

 

La relazione Aia dell'azienda: 

Piani a tempo record, richieste a tamburo battente. Carta chiama carta.

Tutto quel che sappiamo su AIA 2011 e 2012. 

La stampa che non fa domande. Ma noi si: dov'è la disciplina ministeriale per discariche e reflui prevista per domani?



Ieri abbiamo dato conto della nuova cortina di fumo che viene sollevata a protezione dell'azienda ILVA, dopo che persino il SOLE24ORE, di fronte all'aggravarsi della situazione, da loro non previsto, aveva finito per abbandonare la politica redazionale delle orecchie da mercante, seguita per mesi, per affrontare seriamente il problema, grazie a Paolo Bricco. 
Oggi proseguiamo, in quanto il fumo si alza sempre più alto.

La cortina di ieri

In "ILVA: quando gli esperti dimostrano inesperienza e parzialità" trovate l'ennesima analisi assolutamente parziale, del solito "esperto" legato a doppio filo all'azienda ed al sistema industriale italiano, in quanto dipendente di alto livello della maggiore industria italiana che si avvale di laminati ILVA, la FIAT.
In "ILVA: Gallo, presidente "ad hoc" pro siderurgico? Viaggetto nella Corte Costituzionale" vi imbattete nell'elezione di un nuovo presidente di Corte Costituzionale, il cui primo vagito è per ILVA. Un vagito che non ci piace troppo. E non lo mandiamo a dire.

La cortina di oggi

 Secondo Mimmo Mazza della gazzetta del mezzogiorno

L’Ilva ha già attuato 61 delle 94 prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal ministero dell’ambiente il 26 ottobre scorso e divenuta successivamente legge con il provvedimento salva-siderurgico varato dal Governo e poi dal Parlamento.

martedì 29 gennaio 2013

ILVA: Gallo, presidente "ad hoc" pro siderurgico? Viaggetto nella Corte Costituzionale

Franco Gallo, un nuovo "Cavaliere dell'apocalisse ILVA"?

Il neo presidente e le prime dichiarazioni - un articolo fantasma, perso nel misterioso diritto della Corte Costituzionale: 

prime impressioni sul ricorso di legittimità ILVA


Franco Gallo, neo presidente dell'alta corte in singolare tempismo rispetto alle prossime decisioni sulla materia ILVA, la prima il 13 Febbraio, rilascia immediatamente dichiarazioni che parrebbero al di fuori delle linee ordinatrici che la Costituzione e le norme  integrative riservano all'alta Corte.

 

Vediamo perchè.

 

Franco Gallo diventa membro della Consulta nel 2004, nella quota di giudici che la Costituzione riserva alla scelta del presidente della Repubblica. In questo caso Carlo Azeglio Ciampi.
Un tributarista di grande esperienza, primo caso alla presidenza della Corte Costituzionale.
Nemmeno il tempo di eleggerlo e si occupa subito di ILVA, assicurando che accellererà i tempi del giudizio. Ma non solo.
Da Reuters:

"Assicuro che la Corte farà di tutto per accelerare i tempi della decisione", ha detto Gallo ai giornalisti subito dopo il suo insediamento.
Il neo presidente intende ricorrere alla "norma del regolamento che prevede il dimezzamento dei tempi processuali". Per il 13 febbraio è stata fissata la camera di consiglio in cui si deciderà sull'ammissibilità del conflitto sollevato dai pm di Taranto nei confronti del governo, relativo al decreto 'salva-Ilva'.
La Corte, invece, non ha ancora ricevuto, "ma solo letto sui giornali", che è in arrivo un altro conflitto sulla legge di conversione e un giudizio incidentale sulla legittimità della legge.
"Abbiamo capito che è urgente bilanciare il diritto al lavoro e il diritto alla vita, stiamo anticipando tutto e ridurremo i tempi del procedimento il più possibile", ha concluso Gallo.

ILVA: quando gli esperti dimostrano inesperienza e parzialità ...

Corporeus corpora opina sull'opinione e analizza l'analisi di Giorgio Giva, pubblicata da First online

Ad intervalli alterni, qualcuno esprime sempre opinioni non argomentate.

Spieghiamo perchè...

 

Vediamo insieme cosa scrive Giorgio Giva. 

Anzi, vediamo chi è, in primis.


Nel 2012 Giorgio Giva risulta quale "responsabile dei rapporti istituzionali di FIAT auto".
Nel 2011 compare quale "responsabile nazionale delle relazioni industriali della FIAT".
Nel 2010 il medesimo Giva è ancora "responsabile dei rapporti istituzionali di FIAT auto", come potete leggere qui. Sul sole24.
Nel 2009, non sorprendentemente, egli è invece indicato quale" responsabile del personale", sempre per FIAT automobili. Questa volta dal sito dei Cobas.

Poichè lo scopo del discorso non è quello di introdurci nella vita professionale del dottor Giva, bensì di sapere come si collochi colui il quale si esprime come vedremo sulla vicenda ILVA, vicenda che ci sta a cuore sia per ragioni geografiche sia come simbolo del disastro nazionale (di cui non ci compiaciamo, ma desideriamo prendere atto al fine vi si faccia strutturalmente fronte), possiamo anche fermarci qui.
Diciamo che ci parrebbe uomo d'azienda, uomo FIAT. 
Più che genericamente "esperto di relazioni industriali e consulente del lavoro", titolo che spetta anche a chi insegni o abbia semplicemente superato un master specifico.
Non è certo un crimine avere cotanto curriculum, anzi... ma poichè sappiamo come sinora FIAT sia stata forse la principale cliente di ILVA per decenni, di certo il responsabile nazionale delle relazioni industriali avrà avuto buoni, se non ottimi, rapporti con la famiglia Riva ed il suo management...
E non solo. Rileggiamo un passaggio importante estratto dal testo di Paolo Bricco, cui abbiamo dedicato apposito post (e seguitissimo):

sabato 26 gennaio 2013

Persino il Corriere della sera online apre con la questione "carceri e giustizia" ....

Il Corriere della sera online apre oggi con questioni "radicali", da noi anticipate

Posto per ricordarci quanto scrivemmo e commentammo, anche con molta, eccessiva asprezza, sulla questione drammatica delle carceri iperaffollate, autentica tortura condannata dalla Comunità europea.

 

Controproducente perchè rafforza l'inclinazione criminale, nonchè le amicizie ed i trasferimenti di "saperi" tra delinquenti, i quali troppo spesso sperimentano proprio in carcere la necessità dell'affiliazione alla malavita organizzata. 

 

E poichè, come emerge da ogni inchiesta, oltre che dall'esperienza unanime di chi c'è stato, i boss mafiosi certo non vengono maltrattati nelle mura delle galere, potremmo anche ipotizzare che questa forma di "educazione" e "reclutamento" del criminale comune, che in libertà poteva permettersi un certo margine di indipendenza criminosa ma lì ristretto rischia tutto e di tutto, sia appunto desiderabile anche per le cosche. E che esse stesse, per certi versi, mirino alla conservazione dello status quo. 

Altrettanto pernicioso pare il mix diabolico di obbligatorietà dell'azione penale, di non depenalizzazione di reati minori, quali ad esempio il consumo di droghe leggere, di carcerazione preventiva (che sarebbe al momento prossima al 40% del totale), di carico pendente processuale per milioni e milioni di casi, poichè produce l'estinzione dei processi per chi riesce, attraverso l'abilità (e gli agganci) dei suoi legali, a ritardare le sentenze, ottenendo così la prescrizione. 
In tal modo si realizza uno degli scopi segreti dell'amministrazione della giustizia in Italia... che, appunto, giustizia non vi sia. Che il debole soggiaccia pertanto al forte, al ricco, al potente, all'intrallazzato.

mercoledì 23 gennaio 2013

ILVA: dal Sole24ore finalmente un'analisi lucida, firmata Paolo Bricco

Taranto: le zone in nero, destinate ad attività di grande impatto ambientale

Mentre Clini porge inutile visita alla città di Taranto, confinato ormai da giorni alle petizioni di principio, postiamo qui una parte dell'articolo apparso su Sole24ore, a firma di Paolo Bricco.

La Storia insegna così ...


Finalmente il più importante giornale economico finanziario d'Italia affronta la questione ILVA con onestà intellettuale e cifre credibili. Cosa sinora mancata, essendo più volte caduta la scelta redazionale sulla propaganda e la negazione del problema, strade certamente più agevoli, ma assolutamente inadatte alla realtà ed al corso degli eventi. Come i fatti hanno dimostrato.

Alcune di quelle cifre, ad esempio la situazione debitoria di ILVA, vi erano state anticipate e documentate da Corporeus corpora. 
Ma l'articolo di Bricco ne raccoglie davvero tante e le compone in un insostituibile sguardo di insieme, definendole in relazione alle numerose problematiche aperte dalla crisi del grande stabilimento siderurgico.
Ovviamente secondo il taglio del Sole24, che è quello della tutela dell'azienda e dell'economia italiana, di cui la prima costituisce ganglio importantissimo.
Piuttosto che la tutela della salute, dell'ambiente, del diritto, della qualità della vita.

Abbiamo qualcosa da aggiungere in proposito, ma prima leggiamo per estratto (l'articolo completo, che merita grande attenzione, lo trovate qui):

Dall'ILVA rischio contagio per il paese

Prima l'acciaieria di Taranto. Poi tutto il gruppo Riva. Quindi, l'economia italiana. L'Ilva è un gigantesco organismo industriale che sta sperimentando una paralisi produttiva, una asfissia finanziaria e una acefalia strategica. Da Taranto, potrebbero presto originarsi cerchi concentrici in grado di sommergere un bel pezzo di Paese.